ROMA – La rielezione di Luiz Inácio Lula da Silva apre interrogativi sul futuro politico del Brasile, ancora diviso tra schieramenti contrapposti. 

A sottolinearlo è Renata Bueno, avvocata italo-brasiliana ed ex deputata del Parlamento italiano, che invita a riflettere sulle ragioni per cui il Paese fatichi a rinnovare la propria classe dirigente.

“Rispetto il risultato delle urne, ma la rielezione di Lula per un quarto mandato pone una domanda sul futuro del Brasile: perché un Paese così grande e ricco di energie continua a faticare nel rinnovare la propria leadership?”, dichiara Bueno in una nota diffusa da Roma il 26 ottobre.

Avvocata specializzata in diritto internazionale, è stata eletta nel Parlamento italiano nel 2013, diventando la prima cittadina italo-brasiliana a ricoprire questo incarico. 

Ha rappresentato la circoscrizione Estero, ripartizione America meridionale, dal 2013 al 2018, occupandosi anche di relazioni internazionali e dei rapporti tra Italia e Brasile.

Anche dopo la conclusione del mandato parlamentare, Bueno ha continuato a occuparsi di questioni politiche e internazionali. In precedenti interventi pubblicati da Il Globo, ha richiamato l’importanza della cooperazione tra Brasile, Italia e Unione europea, sostenendo la necessità di costruire alleanze internazionali per affrontare sfide che vanno oltre i confini nazionali.

Il suo ultimo intervento riporta l’attenzione sulla necessità di ricostruire un confronto politico fondato su proposte e prospettive di lungo periodo, in un Brasile in cui la contrapposizione tra Lula e la destra continua a rappresentare un elemento centrale della competizione politica.

Secondo l’ex parlamentare, la lunga esperienza politica di Lula non può essere separata dalle controversie che hanno segnato la storia dei governi del Partido dos Trabalhadores (PT, Partito dei lavoratori). 

Bueno richiama in particolare gli scandali legati alla corruzione e precisa che le condanne dell’attuale presidente nell’ambito dell’inchiesta Lava Jato sono state annullate. Resta tuttavia, a suo giudizio, la necessità di interrogarsi sulla credibilità e sulla capacità di rinnovamento della proposta politica del PT.

La vittoria di Lula, osserva inoltre Bueno, sarebbe legata anche ai timori di una parte dell’elettorato nei confronti dell’ultradestra. “Ritengo che la radicalizzazione del confronto e l’influenza politica di Donald Trump abbiano rafforzato questa preoccupazione, spingendo verso Lula anche persone che non ne condividono pienamente il progetto”, afferma.

La lettura proposta dall’ex deputata mette così in evidenza uno dei nodi della politica brasiliana: la difficoltà di costruire un’alternativa capace di superare la contrapposizione tra i due principali schieramenti. 

Una dinamica che, secondo Bueno, rischia di condizionare il dibattito pubblico e di limitare le possibilità di rinnovamento della leadership nazionale.

Da qui l’appello rivolto al centrodestra democratico, chiamato a recuperare credibilità e a proporre soluzioni concrete. “Per chi crede in un centrodestra democratico, la lezione è chiara: servono credibilità, equilibrio e risposte concrete. Il Brasile merita una scelta fondata sulla fiducia nel futuro, capace di superare la paura dell’avversario e la contrapposizione permanente”, conclude.