ROMA - Il Consiglio di amministrazione della Rai ha dato il via libera alla nomina di Francesca De Martino alla direzione di Rai Parlamento, al posto di Giuseppe Carboni, e alla conferma di Antonio Preziosi alla guida del Tg2. 

Le decisioni hanno diviso il cda, soprattutto sulla direzione di Rai Parlamento, e hanno provocato le proteste dell’opposizione. Il voto favorevole è arrivato dai consiglieri espressi dalla maggioranza e dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi.  

Hanno votato contro Roberto Natale e Alessandro Di Majo, mentre Davide Di Pietro, eletto dai dipendenti, si è astenuto su De Martino e ha votato a favore di Preziosi. 

Il board ha confermato all’unanimità anche i vertici di Rai Cinema e Rai Com: Paolo Del Brocco resta amministratore delegato di Rai Cinema, con Nicola Claudio presidente; Sergio Santo resta amministratore delegato di Rai Com, con Claudia Mazzola presidente. 

Alla riunione non era presente il direttore generale Roberto Sergio, che starebbe valutando l’uscita dall’azienda a novembre, prima del raggiungimento dell’età pensionabile previsto ad aprile.  

Una mossa che potrebbe aprire a Simona Agnes la strada della direzione generale, dopo lo stallo sulla sua presidenza, indicata dal Cda ma in attesa da quasi due anni del via libera della Vigilanza, necessario per rendere efficace la nomina. Lo stesso ruolo era stato ricoperto dal padre Biagio dal 1982 al 1990. 

“So bene che l’occupazione da parte della politica ha sempre segnato, pur con molte diversità, la storia del servizio pubblico”, ha detto la presidente della Commissione di vigilanza Rai, Barbara Floridia, del Movimento 5 Stelle, sostenendo che “la presa da parte della maggioranza addirittura di Rai Parlamento, a un anno dalle elezioni politiche, rappresenta il superamento di una linea rossa”. 

Di segno opposto la lettura dei parlamentari di Fratelli d’Italia in Commissione, secondo cui si tratta di “una nomina non calata dall’alto” che “finalmente valorizza e premia il merito, promuovendo una giornalista, donna, che da 25 anni lavora all’interno della redazione di Tg Parlamento”. 

Le opposizioni contestano anche l’impianto della nuova offerta, sostenendo che si tratti di “un palinsesto da boomer con un mix di gente gradita al governo e quegli eroi che non sono andati via nonostante tutto quello che sta accadendo”, come ha dichiarato la deputata del Movimento 5 Stelle Dolores Bevilacqua. “E questo avviene mentre non si valorizzano quei programmi che tengono in piedi il servizio pubblico, come Report, Chi l’ha visto?, Presa Diretta, Sapiens”, ha aggiunto.