ANKARA - Una nuova e devastante ondata di attacchi russi ha scosso l’Ucraina nella notte, proprio mentre il presidente Volodymyr Zelensky si trova ad Ankara per il vertice annuale della Nato, dove oggi è atteso da un cruciale faccia a faccia bilaterale con il presidente statunitense Donald Trump.
Il ministero della Difesa di Mosca ha rivendicato un attacco combinato sulla capitale Kiev, dichiarando di aver centrato lo stabilimento Samsung-Ukraine (dove secondo il Cremlino si producono componenti per i missili ucraini Flamingo) e un’officina per l’assemblaggio di droni.
Le forze russe hanno schierato una micidiale combinazione di due missili Kh-31P e cinque missili balistici Iskander-M e S-400. Una controffensiva spietata che ha messo a nudo le attuali fragilità di Kiev: l’aeronautica militare ucraina ha ammesso che i propri sistemi di difesa non sono stati in grado di intercettare nessuno dei vettori balistici russi.
Il bilancio totale dei raid nel Paese è di almeno sette morti e numerosi feriti. A Kiev, il sindaco Vitali Klitschko ha confermato il decesso di una persona e il divampare di incendi in alcuni magazzini e in un edificio non residenziale.
Nel resto del Paese, la scia di sangue ha toccato la regione meridionale di Mykolaiv, dove una madre e sua figlia sono rimaste uccise e altre due persone sono ferite. Vittime si registrano anche nelle regioni di Kharkiv (due morti) e Kherson (due morti), mentre si contano quattro feriti a Dnipropetrovsk e due a Zaporizhzhia.
Sul fronte opposto, in territorio russo, il governatore della regione di Saratov ha riferito della morte di un civile a causa di un attacco condotto da droni ucraini.
I drammatici bombardamenti della notte coincidono con il pressing diplomatico che Zelensky sta esercitando al summit Nato per ottenere aiuti immediati da Europa e Stati Uniti. Se l’Ucraina riesce ancora a neutralizzare gli sciami di droni russi, si trova quasi inerme di fronte alla nuova strategia del Cremlino, che punta sui missili balistici sfruttando l’esaurimento delle scorte di intercettori occidentali.
Il Paese era già stato bersagliato lunedì da 29 missili balistici (nessuno dei quali abbattuto, con circa trenta vittime) e da un ancor più massiccio bombardamento il giovedì precedente.
Sul tema è intervenuto con durezza il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, durante il Consiglio Nato-Ucraina a margine del vertice: “La difesa aerea rimane la nostra massima priorità. Vladimir Putin punta sul terrorismo balistico come ultima risorsa”.
Secondo il capo della diplomazia ucraina, blindare i cieli è l’unico modo per piegare la resistenza del Cremlino, abbiamo “urgente bisogno di consegne tempestive di sistemi di difesa aerea e intercettori, soprattutto con l’avvicinarsi dell’inverno”.
Sybiha ha poi voluto ribadire il nuovo status internazionale del Paese: “L’Ucraina non è più un Paese che cerca solo protezione; siamo un partner e un contributore per la sicurezza. Nell’ambito della sicurezza collettive, possiamo contribuire con la nostra forza, esperienza e innovazione uniche. La Nato 3.0 non sarà completa senza l’Ucraina”.
In attesa del cruciale incontro con Trump, Zelensky ha avuto un colloquio bilaterale con la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni. La premier ha confermato il fermo sostegno dell’Italia per il raggiungimento di una pace giusta e duratura, assicurando la continuità degli aiuti alla popolazione e un focus speciale sulla ricostruzione e la resilienza delle infrastrutture energetiche ucraine, costantemente nel mirino di Mosca.
Il leader ucraino ha espresso la sua gratitudine a Roma, legandola direttamente alle necessità del fronte, “abbiamo parlato della necessità di ulteriori intercettori e contiamo molto sul vostro supporto. L’Italia ha sempre contribuito in modo coerente ai suoi principi alla salvaguardia della vita umana”.
Il fronte europeo ha incassato ad Ankara anche il forte sostegno della Germania. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha confermato lo stanziamento congiunto, concordato tra alleati europei e Canada, di ben 70 miliardi di euro all’anno a favore di Kiev per i prossimi due anni, lanciando un monito chiarissimo a Vladimir Putin: “Spetta esclusivamente alla Russia porre fine a questa guerra e oggi faremo ancora una volta tutto il possibile per raggiungere questo obiettivo, inviando anche un messaggio chiaro a Mosca: la Russia non ha alcuna possibilità di vincere questa guerra”.