LONDRA - Dopo il successo del primo appuntamento di giugno, il NapoliFest torna a Londra domenica 12 luglio con una nuova giornata interamente dedicata alla musica, alla gastronomia e alle tradizioni partenopee, confermando la volontà di trasformare quello che era nato come un esperimento in un appuntamento fisso per la comunità italiana e per tutti coloro che desiderano conoscere una Napoli autentica, lontana dagli stereotipi e capace di raccontarsi attraverso la propria cultura. L’evento, ospitato ancora una volta nel verde del Lordship Recreation Ground, proporrà un programma che accompagnerà il pubblico dalle 12 alle 21 tra concerti dal vivo, spettacoli, intrattenimento per famiglie, stand gastronomici e momenti di convivialità, culminando con l’esibizione dell’ospite principale, il cantautore napoletano Gabriele Esposito, pronto a salire sul palco londinese per portare la sua musica direttamente da Napoli.  

L’idea del NapoliFest nasce dalla volontà di Davide Magliuolo di proseguire un percorso iniziato con la Festa di San Gennaro di Londra, manifestazione che negli ultimi anni ha riscosso una partecipazione sempre crescente. “Dopo aver portato questa tradizione a Londra ho visto che la comunità napoletana e italiana ha risposto veramente in maniera egregia. Alla seconda edizione abbiamo raggiunto circa 80mila persone nell’arco di due giorni e ho capito che c’era una grande voglia di ritrovarsi”. Da quella consapevolezza è nata l’idea di dare vita a un nuovo format che, pur mantenendo il cibo come elemento fondamentale, mettesse al centro soprattutto la musica napoletana. “La canzone napoletana ha una storia e una cultura straordinarie e negli ultimi anni sta prendendo sempre più forma anche a livello internazionale. Ho pensato che fosse arrivato il momento di rappresentarla anche qui a Londra”, racconta l’organizzatore.

Non si tratta soltanto di organizzare una giornata di festa, ma di offrire un punto di riferimento a una comunità numerosa che spesso, vivendo all’estero, sente il bisogno di ritrovare luoghi e occasioni in cui riconoscersi. Per Magliuolo il valore più importante del NapoliFest risiede proprio nella capacità di creare legami. “Secondo me porta un momento di comunità, di unione e di fratellanza. È come passare una giornata in famiglia tutti insieme, tra musica, cibo e persone che condividono le stesse radici. A Londra è sempre difficile ritagliarsi dei momenti per rivivere la nostra tradizione e la nostra cultura, per cui questi eventi diventano un’occasione per sentirsi davvero a casa”.

Una manifestazione che, allo stesso tempo, guarda anche oltre il pubblico italiano, sfruttando il carattere internazionale della capitale britannica per far conoscere la cultura partenopea a un pubblico sempre più ampio. “Londra si presta perfettamente a questo ruolo perché attira anche chi italiano non è, ma apprezza la nostra cucina, la nostra musica e le nostre tradizioni”.

Il programma del 12 luglio riflette proprio questa volontà di offrire un’esperienza completa. La giornata prenderà il via a mezzogiorno con momenti di animazione musicale e presentazione del festival, proseguirà con l’alternarsi di artisti emergenti, performance acustiche, spettacoli di danza e musica dal vivo, fino ad arrivare al concerto di Gabriele Esposito nel tardo pomeriggio.

Dopo l’esibizione dell’ospite principale ci sarà spazio per altri artisti, per l’estrazione della lotteria organizzata con il contributo degli sponsor dell’evento e infine per un DJ set che accompagnerà il pubblico fino alla chiusura della manifestazione. Ad arricchire il festival saranno inoltre gli stand gastronomici dedicati alle eccellenze della cucina napoletana e italiana, con la presenza di alcune tra le realtà più conosciute della ristorazione italiana a Londra, oltre a un’area pensata per le famiglie con attività dedicate ai più piccoli.  

Proprio l’attenzione alle famiglie rappresenta uno degli aspetti ai quali gli organizzatori hanno dedicato maggiore cura. “Vogliamo regalare una giornata di relax in mezzo ai ritmi frenetici di Londra. Abbiamo pensato a un evento family-friendly, con un’area giochi per i bambini, e abbiamo chiesto agli espositori di mantenere i prezzi il più possibile accessibili, proponendo offerte dedicate alle famiglie. L’obiettivo è che tutti possano sentirsi a casa e che il festival sia il più inclusivo possibile”.

Dietro il NapoliFest c’è un lavoro organizzativo che coinvolge numerose realtà della comunità italiana londinese, tra collaborazioni, volontari, professionisti della comunicazione, partner tecnici, artisti e operatori della ristorazione. Pur sottolineando come il progetto sia nato da un’idea personale, Magliuolo riconosce che il festival è oggi il risultato dell’impegno condiviso di tante persone. “Sto cercando di strutturare sempre di più l’organizzazione perché sento l’esigenza di rafforzarmi, ma tutte le mie iniziative nascono dal desiderio di portare qualcosa di bello a Londra. La cosa più importante è che ci divertiamo e che riusciamo a costruire qualcosa insieme”.

Un ringraziamento particolare è rivolto agli artisti che accettano di partecipare credendo nel progetto. “Spesso si prestano con grande disponibilità e chiedono compensi molto ridotti. È un gesto che apprezzo tantissimo, perché il festival è gratuito e senza questa disponibilità sarebbe molto più difficile organizzare eventi di questo livello”.

Se il cibo e la musica rappresentano gli elementi più immediati del NapoliFest, la visione dell’organizzatore guarda però ancora più lontano. L’obiettivo è raccontare una Napoli diversa da quella spesso ridotta ai luoghi comuni. “Vorrei dare l’immagine più pulita, più vera e più autentica di Napoli. Non mi piace che venga rappresentata soltanto attraverso la pizza e il mandolino. Napoli è molto di più: è storia, cultura, tradizioni e anche sacrificio”.

Per questo motivo, accanto alla musica contemporanea e alle eccellenze gastronomiche, il progetto punta progressivamente ad accogliere altre espressioni della cultura partenopea, dalla musica lirica alle danze popolari, offrendo spazio anche ai giovani artisti e alle nuove realtà imprenditoriali. “Mi piace dare spazio sia ai piccoli emergenti del mondo del food sia ai cantanti che arrivano direttamente da Napoli. Questa, secondo me, è la vera Napoli: una città fatta di persone genuine, autentiche e appassionate. Piano piano allargheremo sempre di più il format e cercheremo di raccontare tutta la ricchezza della nostra cultura”.