ROMA - Il mondo arbitrale italiano riparte da Daniele Orsato per mettersi alle spalle un periodo turbolento. La nomina dell’ex fischietto della sezione di Schio alla direzione della Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e B è la più importante nel giorno in cui sono stati annunciati i nuovi organi tecnici nazionali dell’Associazione Italiana Arbitri. Dopo un anno passato a dirigere la Can C, infatti, il classe ‘75 veneto (290 direzioni in Serie A) prenderà il posto di Gianluca Rocchi, autosospesosi dopo la nascita dell’inchiesta della procura di Milano.
La convinzione e la serietà con cui ha accolto il nuovo incarico traspare dalle sue prime parole durante la conferenza stampa nella sede della Figc nella Capitale. “Lavoreremo fino all’ultima goccia di sudore, studieremo tanto e cercheremo di fare il massimo - afferma -. Pretendiamo solo un po’ di rispetto ed educazione”. Il nome di Orsato, così come tutte le nomine odierne, è stato indicato dal neo direttore tecnico dell’Associazione, Domenico Messina, a sua volta fresco di nomina in un ruolo che rappresenta una novità nel mondo arbitrale. Per Messina il punto fermo per la prossima stagione sarà “una linea tecnica comune. Uno dei compiti principali sarà che gli arbitri parlino la stessa lingua dalla Serie A all’ultima categoria”. Quanto ai valori non negoziabili menziona “l’indipendenza di giudizio degli arbitri e il rispetto che tutti devono avere per loro”, oltre a sottolineare che “la violenza fisica e verbale è inaccettabile”.
Ad affiancare Orsato, ci saranno in Commissione Luca Banti, Gabriele Gava, Danilo Giannoccaro, Ciro Carbone e Alessandro Giallatini. Il successore di Orsato nella Can di C sarà invece Nicola Ayroldi, mentre in Serie D ci sarà Paolo Dondarini al posto di Stefano Braschi. Tra i temi che andranno affrontati prossimamente, secondo il vice presidente vicario dell’Aia Francesco Massini, c’è il “professionismo” della categoria, mentre i regolamenti “vanno snelliti e bisogna cercare di uniformarli”. Fiducia “assoluta” per i nuovi organi tecnici anche da parte del numero uno della Federcalcio Giovanni Malagò, che chiede di “stemperare polemiche e critiche, perché non ci deve essere pregiudizio e ci deve essere consapevolezza sugli errori fatti nel passato”. In attesa della ridefinizione dell’assetto ‘politico’ dell’Aia dopo la decadenza di Antonio Zappi, la parte tecnica è pronta a mettersi in moto.