LONDRA - Una pesante sconfitta giudiziaria si abbatte sul Principe Harry e sulla pop star Elton John. L’Alta Corte di Londra ha infatti respinto la causa per violazione della privacy intentata dal secondogenito di Re Carlo III e da altre celebrità (tra cui l’attrice Elizabeth Hurley) contro la Associated Newspapers Limited (ANL), gruppo editore del Daily Mail e del Mail on Sunday. 

“I querelanti non sono riusciti a fornire prove sufficienti a sostegno delle loro accuse di raccolta illecita di dati”, ha stabilito la sentenza del tribunale britannico, mettendo fine a un processo durato più di due mesi. Durante le udienze, i ricorrenti avevano accusato i tabloid, a volte in lacrime o con rabbia, di aver intercettato messaggi vocali, ascoltato conversazioni telefoniche e fatto ricorso a investigatori privati per alimentare oltre cinquanta articoli pubblicati tra il 1993 e il 2018. 

Di contro, l’editore ANL ha sempre sostenuto che i propri giornalisti avessero agito legalmente e sulla base di fonti attendibili. Il verdetto rappresenta “una clamorosa vittoria per il Daily Mail e i suoi giornalisti, nonché per la libertà di stampa in generale”, ha esultato il gruppo editoriale in un comunicato, aggiungendo come la sentenza sia “una magnifica rivendicazione del giornalismo del Daily Mail”. 

Il verdetto segna una battuta d’arresto nella personale crociata che il Duca di Sussex porta avanti da anni contro la stampa scandalistica britannica, da lui ritenuta responsabile anche della morte della madre, la Principessa Diana, nel 1997 a Parigi. Proprio a gennaio, davanti all’Alta Corte e visibilmente commosso, il principe aveva accusato i tabloid di aver reso la vita di sua moglie Meghan “un vero inferno”. 

Fino ad oggi, il bilancio legale di Harry contro i media era stato prevalentemente positivo: nel dicembre 2023 aveva ottenuto una sentenza favorevole contro l’editore del Daily Mirror e, nel gennaio 2025, aveva raggiunto un accordo finanziario riservato con il proprietario del The Sun. 

La decisione dei giudici è giunta poche ore dopo l’arrivo del Principe Harry nel Regno Unito per una visita di più giorni legata ai preparativi degli Invictus Games, l’evento sportivo internazionale per veterani feriti da lui fondato, atteso a Birmingham nel 2027. Nel pomeriggio di martedì, il duca ha preso parte a una discussione sul tema presso il think tank Chatham House, nel centro della capitale. 

La visita, tuttavia, è stata immediatamente circondata da una fitta rete di polemiche e retroscena diplomatici con la Famiglia Reale. Inizialmente era previsto che Harry fosse accompagnato da Meghan e dai figli Archie (7 anni) e Lilibet (5 anni), in quella che sarebbe stata la loro prima apparizione congiunta a Londra dal 2022, alimentando le speculazioni dei media su un possibile incontro tra Re Carlo III e i nipoti. 

Il primo colpo di scena è arrivato nel fine settimana, quando fonti vicine al duca hanno confermato che la duchessa e i bambini sarebbero rimasti in California. Un portavoce di Harry ha spiegato che la decisione delle autorità britanniche di negare la scorta della polizia alla sua famiglia lo ha costretto a fare “accordi alternativi” per ragioni di sicurezza. 

La situazione si è ulteriormente complicata lunedì sul fronte dell’alloggio. Diversi media britannici, tra cui la BBC e Sky News, citando fonti vicine al principe, avevano inizialmente diffuso la notizia che Harry avrebbe alloggiato a Buckingham Palace. Meno di due ore dopo è arrivata la secca smentita di Palazzo: la residenza ufficiale del sovrano ha chiarito che il principe non aveva accettato l’invito a soggiornare a Palazzo con sufficiente anticipo. Immediata la replica dello staff del Duca di Sussex, che in una nota ha definito “deludente” il fatto che l’invito della Corona “fosse stato ritirato all’ultimo minuto”.