MILANO - Una nuova cultura, un nuovo modo di pensare.
Oggi, al centro sportivo di Milanello, è stato presentato Ruben Amorim, nuovo tecnico del Milan e come i rossoneri a caccia di riscatto dopo il fallimento alla guida del Manchester United.
Classe 1985, 41 anni compiuti il 27 gennaio scorso, ha iniziato la propria carriera nel 2018 al Casa Pia, poi 13 partite al Braga, dal 5 marzo 2020 al novembre 2024 ha collezionato 230 panchine con lo Sporting guidandolo alla vittoria di due campionati, tre coppe di Lega e una Supercoppa. Successivamente l’avventura al Manchester United, iniziata nel novembre 2024 e terminata dopo 63 partite, col pareggio in casa del Leeds, il 4 gennaio 2026.
A introdurre il portoghese è stato il proprietario dei rossoneri Gerry Cardinale, spiegando il cambio di visione dopo l’addio di Massimiliano Allegri e Igli Tare: “Avete visto quante cose sono cambiate, l’obiettivo è stato rivedere l’organizzazione che riguarda il calcio. Ci saranno molte novità, abbiamo fatto un mese di lavoro intenso per ricostruire. Giochiamo per vincere, questo deve essere il nostro stile, dobbiamo esprimere un calcio propositivo, bello da vedere. Voglio creare una nuova cultura, stop col passato - ha sottolineato - Sono qui adesso, sono il responsabile in prima linea, ma dietro di me c’è tutto un team. Abbiamo lavorato a lungo per avere Ruben come pietra miliare di questa squadra”.
Amorim si è subito scusato per non parlare ancora italiano, poi le prime parole da nuovo allenatore del Milan: “È un onore essere qui, sono felicissimo. Adoro Milanello, è qualcosa di straordinario ed eccezionale, c’è tutto quello che serve. Ho visto tante persone fare un gran lavoro, mi sento come a casa, ripeto, è un grande piacere essere qui”.
Spazio anche al passato e ai ricordi: “Cardinale vi ha detto che vogliamo giocare a calcio, quindi niente pressione - ride - Ricordo il Milan di Ancelotti, ho guardato tantissimo la difesa e la pressione che faceva la squadra di Sacchi, aveva portato tantissime nuove idee. Ricordo Capello, la sua squadra incredibile che non perdeva mai”.
Per quanto riguarda gli obiettivi a lungo termine, Amorim è stato subito chiaro: “Ci mettiamo in discussione, certo che vogliamo vincere, ma so che sarà difficile e dura, non so quale sarà la sfida numero uno: difficile dirlo adesso, l’obiettivo per eccellenza è dominare il campionato”, riprendendo le parole di Cardinale sul cambio radicale di quella che sarà la filosofia del club.
E se sul futuro di Rafael Leao non si è voluto sbilanciare (“Non vi parlo di uno soltanto, sono felice di tutta la squadra. Io devo valutare la squadra, capire bene”), su Modric l’allenatore lusitano è stato chiaro: “È un giocatore che vogliamo tenere, ho parlato con lui due volte, non mi stancherò di farlo. Ha giocato bene, penso che sia un punto fondamentale per noi. Non vi dico che giocherà tutte le partite, ma vogliamo contare su di lui per la prossima stagione”.
Il messaggio, nel finale, nei confronti della tifoseria è stato ancor più diretto: “Può essere dura uscire da questo periodo, capisco il contesto in cui sono arrivato. Per me la domanda ora è: come risolviamo la cosa? Abbiamo le armi per farlo? La risposta c’è stata ed è stata eccellente. Ai tifosi non dico che cambierà subito la vita, ma dico solo che lavoreremo. Non voglio prendere in giro nessuno, prometto di fare il meglio per il club. Vogliamo dominare sin dalla prima partita”, ha concluso.