MOSCA - Non si arresta l’escalation di attacchi reciproci tra Russia e Ucraina, in una notte segnata da drammatici raid di droni e bombardamenti che hanno provocato vittime civili e ingenti danni alle infrastrutture strategiche su entrambi i fronti.
Le autorità russe hanno denunciato un bilancio tragico nella periferia della capitale. Secondo quanto riferito dal governatore della regione di Mosca, Andrei Vorobyov, la difesa aerea ha respinto un attacco sferrato da Kiev contro una zona industriale nel distretto municipale di Čechov.
“Questa mattina, le forze di difesa aerea hanno respinto un attacco di droni nella regione di Mosca. (...) Purtroppo, ci sono delle vittime. Secondo le informazioni preliminari, cinque persone sono morte e altre sei sono rimaste ferite. Tutti i feriti stanno ricevendo le cure mediche necessarie. Esprimo le mie sincere condoglianze alle famiglie e agli amici delle vittime”, ha scritto Vorobyov sul suo canale Telegram.
Il governatore specifica che nella zona industriale di Novoselki l’impatto ha innescato diversi incendi, il maggiore dei quali ha avvolto un magazzino prima di essere domato dai vigili del fuoco.
I droni hanno colpito anche la Russia nord-occidentale. Il governatore della regione di Leningrado, Aleksandr Drozdenko, e l’ufficio stampa di Wildberries hanno confermato che un attacco ha provocato un incendio presso il centro logistico del colosso dell’e-commerce a Krasny Bor.
Sebbene fonti locali abbiano inizialmente riferito di un ferito, la nota ufficiale della società ha precisato: “Un attacco al centro logistico dell’azienda a Krasny Bor (regione di Leningrado) ha provocato un incendio. I vigili del fuoco sono sul posto. La struttura era stata evacuata in precedenza. Al momento non si registrano vittime”.
Parallelamente, le forze armate russe hanno sferrato pesanti bombardamenti contro il territorio ucraino. Nel nord-est del Paese, a Sumy, il capo dell’amministrazione militare regionale ha reso noto che sei bombe aeree guidate hanno devastato infrastrutture civili, inclusi edifici residenziali. Il bilancio è drammatico: i corpi di due bambine di 5 e 10 anni sono stati recuperati dalle macerie della loro abitazione, ed è morta anche un’anziana donna.
Un ulteriore attacco ha colpito la città portuale di Mykolaiv, nell’Ucraina meridionale, provocando la morte di una donna di 89 anni, come confermato dal capo dell’amministrazione militare regionale Georgy Reshetilov.
Sul fronte navale e industriale, il Ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato di aver condotto raid di precisione nella serata del 3 agosto contro l’area di Chornomorsk, nella regione di Odessa.
“Le forze armate russe hanno continuato a colpire porti, navi e infrastrutture portuali in Ucraina che operano nell’interesse delle forze armate ucraine. A seguito degli attacchi effettuati con armi di precisione terrestri e droni nella regione di Odessa, sono stati danneggiati: il porto di Chornomorsk, lo stabilimento di componenti automobilistici di Chornomorsk e il terminal portuale, dove le forze armate ucraine stavano riparando veicoli militari e immagazzinando munizioni e carburante”, si legge nel comunicato ministeriale.
Sul piano della diplomazia militare, da Washington arrivano notizie poco rassicuranti per il presidente Volodymyr Zelensky in vista della stagione fredda. L’ambasciatore statunitense presso la Nato, Matthew Whitaker, ha dichiarato in un’intervista a Fox News che è da escludersi un’intesa imminente sulla produzione congiunta di missili intercettori Patriot.
“Un accordo di produzione a lungo termine non verrà concluso prima di questo inverno. Quindi continueremo a lavorarci”, ha spiegato Whitaker, sottolineando che i sistemi PAC-3 Patriot restano sottoposti a rigidi controlli sulle esportazioni statunitensi.
Nonostante la frenata sui tempi brevi, il diplomatico ha riaffermato che Washington sta valutando un’ampia cooperazione in materia di difesa con Kiev e gli alleati europei: “Esistono opportunità di coproduzione che possiamo realizzare con gli ucraini e con gli europei per rafforzare la base industriale e sostenere la difesa dell’Ucraina e dell’Europa”.
In attesa di un’intesa strutturale, Whitaker ha concluso che la priorità assoluta resta quella di garantire all’Ucraina capacità di difesa aerea prima dell’inverno “il più rapidamente possibile”, attingendo alle scorte in eccedenza degli alleati o incrementando la produzione negli stabilimenti statunitensi.