WASHINGTON - Dal tavolo dello Studio Ovale, Donald Trump ha puntato l’indice contro i leader del Vecchio Continente, fissando contemporaneamente le condizioni per evitare un’escalation militare su scala globale.

“In Europa dovete fermare l’immigrazione illegale. Conosco il Continente meglio delle persone che lo guidano”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti davanti ai giornalisti, individuando con chiarezza le due principali minacce alla stabilità europea: “Al primo posto l’immigrazione, al secondo l’energia”. 

Sul fronte mediorientale, le dichiarazioni della Casa Bianca delineano uno scenario di fortissima tensione, affiancato tuttavia da un canale di trattativa aperto in extremis. Riferendosi all’Iran, Trump ha rimarcato la linea della massima pressione: “Avremmo dovuto colpirli duramente ieri. Molto, molto duramente, più di qualsiasi attacco dalla Seconda guerra mondiale a oggi”. 

Nonostante la minaccia dell’impiego della forza, Washington e Teheran avrebbero avviato interlocuzioni dirette finalizzate alla riapertura dello Stretto di Hormuz. “Stiamo parlando di riaprire lo Stretto, di averlo completamente aperto entro domani. Questa è la fase uno”, ha spiegato il presidente, precisando come il dossier sul programma nucleare costituirà il passaggio successivo.

I nuovi negoziati rappresentano tuttavia un’opzione vincolata: per l’amministrazione Usa si tratta “dell’ultima chance” a disposizione delle autorità iraniane per stringere un accordo ed evitare una nuova e più grave condotta militare da parte degli Stati Uniti. 

Sul complesso equilibrio nei rapporti tra Trump e la premier italiana Giorgia Meloni si è espresso l’ambasciatore statunitense in Italia, Tilman Fertitta, a margine di un incontro con la stampa a Bari a bordo del suo yacht Boardwalk.

“Bisogna capire una cosa: Donald Trump è scontento della Nato in questo momento. E uno dei motivi per cui ha avuto parole dure nei confronti di Giorgia Meloni è che — e di questo tutti gli italiani dovrebbero essere orgogliosi — gli Stati Uniti la considerano una leader mondiale, non semplicemente la Presidente del Consiglio italiana. In un certo senso è un complimento che Donald Trump la critichi, perché significa che la rispetta abbastanza come leader da aspettarsi di più da lei e di chiederle di fare di più“, ha affermato il diplomatico. 

Fertitta ha poi argomentato la natura delle esternazioni del tycoon nei confronti degli alleati storici: “Non lo vedete attaccare altri. Critica il primo ministro del Regno Unito, critica la Francia, critica l’Italia. Quindi prendetelo come un complimento per la vostra Presidente del Consiglio: significa che la considera una leader mondiale e che per questo le dice cosa si aspetta da lei”.

L’ambasciatore ha quindi ridimensionato i toni delle polemiche, aggiungendo: “Donald Trump dice anche certe cose per ottenere un effetto. E voi ci cascate completamente. Un’ordinanza restrittiva? Dai, siamo seri. Donald Trump si diverte. È una persona molto carismatica. Ho cenato con Meloni e Donald Trump: si piacciono, hanno un ottimo rapporto”. 

In merito alle tensioni con l’Alleanza Atlantica, il rappresentante statunitense ha ribadito: “In questo momento è un po’ contrariato con la Nato e quindi critica i leader. Ancora una volta, dovreste essere contenti di avere una leader così rispettata dagli Stati Uniti. Se non la rispettasse, non perderebbe tempo con lei”.