KIEV - Duro colpo delle forze speciali ucraine (Sbu) contro i comandi russi nell’oblast parzialmente occupato di Kherson. Un raid simultaneo condotto con droni ad alta precisione ha centrato il quartier generale dei servizi segreti russi (Fsb) nel villaggio di Genicheska Hirka. 

A dare l’annuncio su X è stato lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha allegato al messaggio il video dell’impatto simultaneo sugli edifici. Secondo il bilancio fornito da Kiev, l’operazione condotta dagli specialisti del Centro “A” della Sbu ha provocato circa cento perdite tra occupanti russi uccisi e feriti, oltre alla distruzione di un sofisticato sistema contraereo semovente “Pantsir-S1”. 

“I russi devono sentire e capire la necessità di porre fine a questa loro guerra”, ha dichiarato Zelensky, sottolineando che gli attacchi ucraini a medio e lungo raggio sul territorio temporaneamente occupato “continueranno a funzionare”. 

La risposta di Mosca si è concentrata sul fronte interno e lungo le linee logistiche. Le Ferrovie russe hanno comunicato che un attacco di droni ucraini ha colpito una locomotiva ferma nella stazione di Unecha, nella regione russa di confine di Bryansk. L’esplosione ha causato la morte di tre ferrovieri: il macchinista, il suo assistente e un tecnico addetto alla manutenzione dei vagoni. 

Parallelamente ai combattimenti sul campo, si intensifica la sfida tecnologica nei cieli. La Russia ha introdotto una nuova generazione di droni kamikaze Shahed (di concezione iraniana ma ormai prodotti direttamente in Russia) modificati per essere molto più veloci. Solo negli ultimi quattro mesi, Mosca ha aumentato il volume dei lanci mensili di circa il 35%. 

Per neutralizzare questa minaccia senza prosciugare le costose munizioni dei sistemi Patriot o Iris-T, il ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, ha annunciato che Kiev sta testando nuovi missili intercettori low-cost. L’obiettivo industriale è decuplicare la produzione entro i prossimi mesi, abbattendo ulteriormente i costi unitari grazie alle economie di scala. 

L’arsenale dovrà essere pronto per l’autunno e l’inverno, quando l’intelligence si aspetta che Mosca riprenda la massiccia campagna di bombardamenti contro la rete elettrica ed energetica ucraina. Questo sistema andrà a integrare la difesa multistrato di Kiev, un modello d’avanguardia che l’Ucraina ha già iniziato a esportare all’estero, con commesse dirette verso l’Europa, il Caucaso e i Paesi del Golfo. Resta tuttavia irrisolto il problema dei missili balistici russi, che continuano a bucare lo scudo ucraino. 

Cresce intanto la tensione lungo la frontiera settentrionale: l’Ucraina ha dato il via a un massiccio piano per rafforzare le misure di sicurezza nelle regioni adiacenti alla Bielorussia. Il timore dei comandi di Kiev è che il Cremlino possa utilizzare il territorio dell’alleato Alexander Lukashenko per sferrare una nuova offensiva terrestre da nord diretta verso la capitale. 

Il Servizio di Sicurezza ucraino ha confermato che l’esercito e i servizi interni stanno attuando controlli a tappeto e verifiche straordinarie su persone e proprietà immobiliari nella fascia di confine. “Le misure serviranno da deterrente efficace contro qualsiasi azione o operazione aggressiva da parte del nemico e del suo alleato”, si legge nella nota ufficiale. Zelensky ha poi ribadito che il Paese si sta “preparando a rispondere a ogni mossa se i russi oseranno estendere l’aggressione”. 

Da Mosca, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha rispedito le accuse al mittente, definendo gli allarmi di Kiev come un “tentativo di ulteriore incitamento”. Proprio questa settimana, tuttavia, le forze armate di Russia e Bielorussia stanno conducendo imponenti esercitazioni nucleari congiunte, che vedono il rischieramento sul campo di migliaia di soldati, caccia da combattimento e unità missilistiche strategiche.