LONDRA - Il cerimoniale è stato rispettato nei minimi dettagli: re Carlo III ha aperto oggi ufficialmente la nuova sessione del Parlamento britannico con il tradizionale “discorso del re”. Tuttavia, dietro la solennità dei gioielli della Corona, la tabella di marcia tracciata dal sovrano appartiene a un governo in bilico, con il primo ministro Keir Starmer sempre più sotto attacco dopo la flessione dei laburisti alle elezioni locali. 

Poco prima di recarsi a Westminster, Starmer ha ricevuto a Downing Street il ministro della Sanità, il “ribelle” Wes Streeting. L’incontro è durato appena 17 minuti: un segnale interpretato dai media britannici come il preludio a imminenti dimissioni di Streeting per sfidare Starmer alla leadership del Labour. In questo clima di tensione, il discorso letto dal re ha cercato di trasmettere un’immagine di stabilità e fermezza. 

Il messaggio centrale del governo, per bocca del sovrano, è stato focalizzato sulla sicurezza in tutte le sue declinazioni: energetica, economica e militare. Carlo III ha descritto un contesto internazionale pericoloso e volatile, citando il conflitto in Medio Oriente come esempio di una stabilità messa alla prova.  

In risposta a queste sfide, il governo si è impegnato a contrastare il carovita innalzando il tenore di vita in tutto il Paese, utilizzando investimenti pubblici per attrarre capitali privati e sostenendo le imprese contro la burocrazia inutile. È stata inoltre annunciata una legislazione per migliorare le relazioni commerciali e rafforzare i legami con i partner europei, considerati ormai fondamentali per la sicurezza del continente. 

Nonostante l’instabilità politica, il protocollo reale è stato impeccabile. Carlo e Camilla hanno lasciato Buckingham Palace a bordo della Irish State Coach, la carrozza in uso dal 1852. 

L’evento ha visto il rispetto di tradizioni secolari che risalgono al XV secolo. Mentre lo stendardo reale veniva issato su Westminster, il deputato Nic Dakin veniva simbolicamente “tenuto in ostaggio” a Buckingham Palace. Questo rituale garantisce il sicuro ritorno del monarca a palazzo, un retaggio dei tempi di Carlo I, i cui rapporti conflittuali con il Parlamento finirono con la sua decapitazione nel 1649. 

Mentre il re leggeva con distacco istituzionale il testo scritto da Downing Street, l’atmosfera politica restava elettrica. Un grido dalla platea (“Non è il momento, Andy”) rivolto al sindaco di Manchester Andy Burnham, ha ricordato a tutti che, fuori dalla ritualità della Camera dei Lord, la battaglia per il futuro del Partito Laburista e del governo è appena iniziata.