MADRID (SPAGNA) - “Ci hanno rubato sette campionati? Sappiamo tutti cosa è successo per 20 anni. Sicuramente ci sono cose che non sappiamo e sembra incredibile che solo il Real voglia difendere la legalità nel calcio”.
Com’era prevedibile, Alvaro Arbeloa si schiera con Florentino Perez, protagonista ieri di una conferenza stampa fiume in cui, fra le altre cose, ha tirato in ballo di nuovo il caso Negreira e parlato di 7 campionati che il Real non ha vinto per colpe non sue. “Qualsiasi tifoso madridista che ha sentito ieri il presidente è d’accordo anche sul fatto che il club venga trattato in modo diverso rispetto agli altri. Se voterei Perez? Ho conosciuto il Real senza Florentino e ricordo com’era. Lui e Santiago Bernabeu sono le due persone più influenti nella storia del Real. E se c’è qualcuno capace di ribaltare questa situazione, è Florentino”.
Arbeloa chiede ora alla squadra di “dimostrare in queste ultime tre partite che meritiamo questa maglia, l’autoesigenza è enorme. Perdere fa male, e molto più che in qualsiasi altro club. Ma mi sorprende sentire che abbiamo toccato il fondo. Allora gli altri club cosa hanno toccato? Non è che non vinciamo nulla da 50 anni... E non darei per sicuro che il Real non vincerà nulla nemmeno la prossima stagione”.
“Il Madrid fa le cose bene da tempo, è molto ben gestito e ha grandi giocatori - assicura Arbeloa - In estate verrà fatta l’analisi necessaria per migliorare. Avrà una rosa più forte, sapendo che nello sport non ci sono club che vincono Champions o Liga ogni anno”.
Sul suo futuro tutto rimandato: “Risponderò quando finirà il campionato - taglia corto - Da quando mi sono seduto su questa panchina la mia filosofia non è stata pensare a me stesso, ma al Madrid”.
Tornando più a questioni tecniche, Arbeloa è ottimista sul recupero di Mbappè per la gara con il Real Oviedo mentre prova a consolare Carvajal, escluso dai pre-convocati per il Mondiale: “Non ho ancora potuto parlare con lui ma ho già detto che lo vorrei sempre nella mia squadra, per ciò che porta dentro e fuori dal campo. Bisogna rispettare le decisioni e le opinioni degli altri allenatori ma è un peccato che non possa difendere la maglia della nazionale”.