TORINO - La rivoluzione partirà dalla dirigenza. La Juventus avrebbe deciso di interrompere il proprio rapporto con: tanti, troppi dubbi di John Elkann sulla gestione da parte dell’amministratore delegato durata appena un anno, soprattutto per quanto riguarda le operazioni di mercato.
La decisione sarebbe arrivata dopo un vertice avvenuto in mattinata, al termine del quale il club bianconero avrebbe scelto di rivoluzionare il quadro dirigenziale per ripartire da zero e riconquistare la qualificazione alla Champions League, obiettivo primario sfuggito nelle ultime battute dello scorso campionato.
Confermato alla guida tecnica Luciano Spalletti, lo stravolgimento riguarderà innanzitutto l’ormai ex amministratore delegato, arrivato nel giugno 2025 nel ruolo di direttore generale: manca il comunicato ufficiale da parte del club bianconero, ma ormai le parti hanno deciso di voltare pagina e proseguire in direzioni opposte.
Alla base della scelta la gestione del mercato invernale, ma soprattutto l’attuale sessione, che comincerà ufficialmente il primo luglio. Comolli ha operato sul mercato fino a ieri cercando di rispettare i rigidi paletti della Uefa, a cui si sono sommate le divergenze col tecnico bianconero su nomi e reparti da rinforzare.
Un rapporto dunque complicato che si sarebbe inasprito nelle ultime settimane: i sei giocatori acquistati - David, Joao Mario, Openda, Zhegrova, Holm e Boga - non hanno lasciato il segno, sotto la lente d’ingrandimento anche le metodologie di scelta, tra algoritmi e una bassa spesa che non si è trasformata in quell’alta resa che tutti si aspettavano.
Inoltre la proprietà bianconera non avrebbe digerito le trattative saltate con Alisson (c’era l’accordo, ma non è arrivato l’affondo definitivo) e per il rinnovo di Dusan Vlahovic, perso a parametro zero ma ritenuto fondamentale dallo stesso Spalletti. Una tensione costante che si era percepita anche in campo, durante il Derby d’Italia tra Inter e Juventus dello scorso febbraio, quando dopo l’espulsione di Kalulu per doppia ammonizione (non c’era il fallo su Bastoni) il dirigente bianconero aveva inveito in inglese con l’arbitro La Penna.
Un gesto che gli costò un mese di inibizione “per avere assunto un atteggiamento aggressivo e gravemente intimidatorio”.
La Juventus ripartirà dunque da Luciano Spalletti, considerato al centro del progetto, nelle ultime ore la dirigenza starebbe pensando a Giovanni Carnevali, attualmente amministratore delegato del Sassuolo. Dal 2014 ai neroverdi, dopo 12 anni potrebbe trasferirsi in bianconero: domani è stato convocato un Cda straordinario che dovrebbe poi ufficializzare il divorzio con Danien Comolli dopo un anno dall’inizio del suo mandato.
È lì che si sceglierà il nuovo nome che, insieme al director of football strategy Giorgio Chiellini, guiderà la Juventus dal punto di vista dirigenziale. Carnevali è in pole.