ROMA - Giusto sognare ma il suo compito è un altro. Gian Piero Gasperini non vuole vestire i panni del pompiere ma deve. Perchè dopo 4 vittorie nelle prime 4 partite, con lo scontro diretto con l’Inter in programma sabato, a Roma si parla già di scudetto.
“Ci rendiamo conto che intorno a noi si fanno tutte le previsioni possibili, ed è giusto così: la gente ha i suoi sogni, vuole il massimo - sottolinea a Sky Sport l’allenatore giallorosso - Per quanto riguarda noi, come ogni anno, dobbiamo guardare in faccia la realtà. E la realtà è che di obiettivi si può parlare solo dopo una ventina di partite. Fissarli dopo quattro o cinque giornate non ha senso. Certo che abbiamo fiducia, certo che vogliamo stare in alto in classifica, però in questo momento questo è l’unico obiettivo concreto”.
Del resto, la qualificazione alla Champions nella scorsa stagione era un obiettivo “non certamente scontato, anzi non era facilmente raggiungibile, e nemmeno era tanto nelle previsioni iniziali. Ma la Champions ti costringe a dover superare degli ostacoli, ti dà l’opportunità di giocare con le migliori squadre europee, ti mette di fronte un calcio più difficile e più complicato da cui puoi crescere, e ti aiuta anche a prendere maggiore consapevolezza di te stesso”.
Ma parlare di scudetto “non è il modo di alzare l’asticella. L’asticella non si alza mettendo degli obiettivi più o meno raggiungibili: si alza migliorando ogni giorno, lavorando su noi stessi attraverso questa varietà di giocatori con tutte le proprie caratteristiche, cercando di fare meglio ogni volta”.
L’avvio positivo di questo campionato, però, “me lo auguravo, più che aspettarmelo - confessa Gasperini - D’altronde avevamo la convinzione di avere alle spalle un buon rodaggio, e una squadra che partiva avvantaggiata rispetto all’inizio della scorsa stagione: siamo insieme da più tempo, ci conosciamo meglio, tante cose le abbiamo già assimilate. Questo è un gruppo che si autoalimenta. È composto da giovani, ma anche da giocatori meno giovani, ma di grande valore, e tutti si trascinano a vicenda: ognuno porta qualcosa, i giovani con la loro freschezza e la voglia di essere sempre pronti, e la qualità dei giocatori più affermati, che per come si allenano e per quello che dimostrano ogni giorno sono un esempio per tutti”. Come Dybala e Malen. “Le loro caratteristiche si incastrano bene. Dybala ha la capacità di leggere gli smarcamenti di Malen anche quando sembra non guardarlo, e la qualità con cui lo serve è notevole”.
“Malen dal canto suo ha una straordinaria capacità di tradurre in gol azioni che sembrano semplici ma non lo sono. È un abbinamento che funziona”, conferma Gasperini, secondo il quale “i difetti grandi li abbiamo eliminati. Il pregio più grande, tra i tanti, è che si è creata una grande unità tra ambiente, squadra, tifoseria e società, e questo è qualcosa che ti aiuta a lavorare bene e ti dà fiducia per fare i migliori risultati.
L’ambiente influenza tantissimo. Ma come ho sempre detto, influenza in modo positivo, non negativo, perché è un ambiente di grande passione e di grande amore verso la propria squadra, e quindi sono tutte componenti fortemente positive”.
Sabato l’Inter, alla ripresa della Champions il Real Madrid. “E il Como in mezzo, che viene prima del Real Madrid e che ritengo una squadra che sta facendo passi davvero giganti. La considero ormai tra le big del campionato. Credo che ci siamo meritati la possibilità di giocare contro l’Inter da primi in classifica e contro il Real Madrid in Champions - chiosa il tecnico romanista - Sarà il momento per misurarci e per vedere, al cospetto di queste squadre, cosa siamo in grado di fare”.