CANBERRA - Il salario minimo nazionale salirà del 5,97 per cento dal primo luglio, mentre i lavoratori coperti dai minimi salariali di categoria (award) riceveranno un aumento del 4,75 per cento, in base alla revisione annuale della Fair Work Commission.

Il nuovo salario minimo sarà di 26,44 dollari l’ora, rispetto ai precedenti 24,95, e di 1.004,90 dollari a settimana per un impiego a tempo pieno di 38 ore. La misura riguarda direttamente una quota ridotta della forza lavoro, ma il sistema degli award copre circa il 21 per cento dei dipendenti australiani, pari a quasi 2,8 milioni di persone.

Secondo la Fair Work Commission, i lavoratori dipendenti dagli award sono in larga parte impiegati part-time, casual e a basso reddito. Le donne sono sovrarappresentate in questo segmento, mentre più di due terzi lavorano a orario ridotto e oltre la metà ha un contratto casual. I settori più coinvolti sono ospitalità e ristorazione, sanità e assistenza sociale, commercio al dettaglio e servizi amministrativi.

La misura viene varata dopo le richieste presentate da governo, imprese e sindacati. Il governo Albanese aveva sollecitato un aumento superiore all’inflazione. L’Australian Chamber of Commerce and Industry (ACCI) aveva chiesto il 3,5 per cento, mentre l’Australian Council of Trade Unions (ACTU) era arrivato a chiedere il 6 per cento dopo le previsioni del bilancio federale su un’inflazione più alta. L’inflazione generale viaggia al momento al 4,2 per cento annuo.

La Fair Work Commission ha definito la decisione “particolarmente difficile”, citando l’incertezza legata alla guerra in Medio Oriente, che ha inciso sulle forniture di petrolio e accelerato l’inflazione in Australia. L’organo ha riconosciuto che molti lavoratori coperti dagli award guadagnano ancora, in termini reali, meno rispetto al luglio 2021, prima della fiammata inflazionistica del 2022 e 2023.

La Commissione ha però stabilito che non sarebbe stato prudente colmare interamente quel divario in un’unica decisione. Ha scelto invece un aumento sufficiente a evitare, in generale, un ulteriore peggioramento del potere d’acquisto rispetto al primo luglio 2025.

I sindacati hanno accolto favorevolmente il verdetto. La segretaria dell’ACTU, Sally McManus, ha detto che l’aumento apporterà sollievo a circa tre milioni di lavoratori. Ha sottolineato anche il rialzo del 6 per cento per circa 100mila persone ai livelli retributivi più bassi, sostenendo che “non potevano permettersi di aspettare”.

Le imprese hanno reagito in modo opposto. David Alexander, responsabile policy e advocacy dell’ACCI, ha detto che la decisione aumenterà i costi in un momento già difficile per molte aziende, in particolare quelle piccole, alle prese con tassi d’interesse più alti, inflazione elevata e rincari del carburante.

La Fair Work Commission ha anche deciso di eliminare gradualmente, per l’occupazione continuativa, la classificazione C13, finora tra le più basse negli award moderni, portando il livello C12 a nuova base minima. La tariffa speciale d’ingresso C14 resterà applicabile solo per i primi sei mesi di impiego.

Proseguirà inoltre la revisione delle classificazioni professionali per correggere la sottovalutazione del lavoro nei settori a prevalenza femminile. Nei prossimi anni sono previsti aumenti graduali per educatrici dell’infanzia, assistenti dentali, patologi, operatori dell’assistenza domiciliare per persone con disabilità, farmacisti e altri professionisti sanitari.

Gli economisti di ANZ non prevedono un impatto rilevante su inflazione o tassi d’interesse, mentre Westpac segnala il rischio che la decisione diventi un riferimento per altre trattative salariali. AMP, invece, avverte che le nuove paghe potrebbero alimentare l’inflazione nei servizi e rendere più probabili ulteriori rialzi dei tassi.