MADRID - Nuovo capitolo nelle tensioni tra Madrid e Roma. Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha lanciato una nuova stoccata alla presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, commentando in un’intervista rilasciata alla tv pubblica Tve le recenti celebrazioni della premier per la continuità e la longevità del suo esecutivo.
Facendo riferimento al traguardo rivendicato dalla leader di Fratelli d’Italia, in carica dall’ottobre del 2022, il premier socialista ha messo a confronto la durata dell’esecutivo italiano con la propria permanenza alla Moncloa. “L’altro giorno la signora Meloni ha celebrato il fatto di essere da più di tre anni alla guida del governo italiano e di essere il governo italiano più longevo. Noi siamo al governo da più di otto anni. Il nostro è il governo più longevo dell’era democratica dopo quello di Felipe González. Durante tutti questi anni ho visto molti primi ministri britannici, francesi, italiani e di molti altri Paesi europei lasciare il proprio incarico”.
L’affondo giunge in un momento di attrito diplomatico tra Italia e Spagna, con rapporti tesi dall’inizio di agosto a causa della decisione di Roma di sospendere temporaneamente l’accordo di Schengen e ripristinare i controlli alle frontiere, in seguito alla crisi migratoria verificatasi nell’exclave iberica di Ceuta, interessata dall’ingresso di decine di migliaia di persone dal Marocco.
Nel corso del suo intervento, Sánchez ha esteso l’analisi della stabilità politica anche allo scenario tedesco, richiamando l’esito delle recenti consultazioni regionali: “Oggi, dopo le elezioni in Sassonia-Anhalt e la vittoria dell’estrema destra in quella regione, si parla addirittura della sopravvivenza del governo di Merz in Germania. Niente di più e niente di meno. Credo che ciò dimostri anche che la stabilità che abbiamo instaurato sia una delle ragioni per cui oggi, ad esempio, registriamo una crescita quattro volte superiore alla media europea, o che, dall’inizio della pandemia, abbiamo registrato una crescita e la creazione di quasi mezzo milione di nuovi posti di lavoro all’anno”.
Secondo il premier, le performance macroeconomiche confermano la solidità del quadro spagnolo nel confronto con i partner continentali. “Questi sono risultati sociali ed economici che, nonostante le difficoltà del contesto internazionale e anche le difficoltà interne che possiamo avere, ad esempio, in materia di alloggi, dimostrano che la Spagna sta vivendo uno dei suoi momenti migliori. E se ci confrontiamo con altre grandi economie del nostro contesto, questo è certamente indiscutibile”.
Infine, interrogato sull’ipotesi di un ricorso anticipato alle urne o di una convocazione estiva per la fine della legislatura, Sánchez ha ribadito le prerogative costituzionali in materia di datazione del voto. “In Spagna credo che il 2027 sia l’anno delle elezioni e, secondo la Costituzione, ho la facoltà di decidere quando tenerle. Ritengo che ciò che conta per i cittadini sia che le terrò nel momento più opportuno per l’interesse generale degli spagnoli e delle spagnole”.