OSLO - Durante il suo trasferimento verso Oslo per partecipare ai funerali di Re Harald, l’aereo del presidente ucraino Zelensky è stato ritardato a causa di minacce di sicurezza e della chiusura temporanea dello spazio aereo in Moldavia, dovuta all’incursione di un drone russo poi abbattuto a circa 160 chilometri dall’aeroporto di Chisinau. 

L’episodio ha sollevato valutazioni contrastanti da parte delle autorità norvegesi e della presidenza ucraina. Il primo ministro norvegese, Jonas Gahr Store, ha rilasciato una dura dichiarazione all’emittente pubblica NRK: “Il suo volo è stato quasi colpito da un drone mentre decollava dalla Moldavia. Questa è la realtà in cui vive”, ha affermato Store. 

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro delle Finanze norvegese, Jens Stoltenberg: “Ce ne ha parlato ieri sera durante un incontro. Non oso entrare nei dettagli, ma il volo ha subito un ritardo e ci sono state delle minacce contro l’aereo. Tuttavia, non conosco abbastanza dettagli per fornire ulteriori spiegazioni”, ha spiegato Stoltenberg. 

Una fonte della presidenza ucraina ha tuttavia ridimensionato l’allarme, precisando all’agenzia Afp che si è trattato di un’allerta legata all’ingresso di un drone russo nello spazio aereo moldavo e romeno, definendo “esagerata” la ricostruzione secondo cui Zelensky avrebbe corso un pericolo diretto. 

Superata la fase criticità, il presidente ucraino e la consorte Olena Zelenska sono giunti in Canada per incontrare il premier Mark Carney e partecipare a una serie di appuntamenti istituzionali tra Calgary, Toronto, North Bay e Banff, focalizzati sulla cooperazione nei settori della difesa, dell’energia e dell’economia. 

Prima della partenza per il Nord America, Zelensky ha presieduto a Oslo un vertice con le principali aziende europee del settore della difesa per fare il punto sul programma antibalistico FREYJA, destinato a garantire una protezione integrata dei cieli europei attraverso la sinergia tra Ucraina, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito. 

“Il Primo Ministro norvegese Jonas Gahr Store e io abbiamo incontrato i dirigenti di aziende di difesa dei Paesi partner. L’argomento principale è stato il programma antibalistico FREYJA... Insieme alla dirigenza di FirePoint, Kongsberg, Weibel, Saab, Diehl Defence, Hensoldt, Thales, Safran, Sener e Leonardo, abbiamo concordato i passi specifici che i leader e i funzionari governativi devono intraprendere al loro livello, e i produttori e gli sviluppatori al loro”, ha reso noto Zelensky. “Ci aspettiamo di vedere i primi risultati pratici. Sono grato alla Norvegia per aver ospitato questo incontro. Ringrazio i nostri partner per la loro disponibilità a lavorare insieme. Proteggere i cieli dell’Europa è una nostra responsabilità condivisa”. 

Mentre proseguono i contatti diplomatici, la violenza dei combattimenti continua a intensificarsi sul terreno. Intorno alle 20:00 ora locale, un drone russo ha colpito l’interno di un centro commerciale e di intrattenimento a Sumy, provocando un incendio e danneggiando i veicoli nel parcheggio. Il capo dell’amministrazione militare regionale (Ova), Oleg Grigorov, insieme ai vertici locali Serhiy Kryvosheyenko e Artem Kobzar, ha confermato un bilancio provvisorio di tre morti e 14 feriti, avvertendo che il numero delle vittime potrebbe salire. 

Dal canto suo, il Ministero della Difesa di Mosca ha rivendicato una serie di attacchi coordinati durante la notte contro centri logistici e infrastrutture marittime ucraine. Tra i bersagli colpiti figurano due navi cargo destinate al trasporto di merci per le forze armate di Kiev e un rimorchiatore di scorta in rotta verso il porto di Odessa, oltre a un deposito di droni a Mykolaiv e all’infrastruttura di distribuzione doganale nel porto di Chornomorsk. 

Parallelamente, lo Stato Maggiore di Kiev ha annunciato una controffensiva a Novorossiysk, sostenendo di aver colpito diverse unità navali della Flotta del Mar Nero russa. Tra i mezzi danneggiati figurano il dragamine Zheleznyakov, la fregata lancia-missili Admiral Essen (capace di imbarcare missili da crociera Kalibr), la nave da sbarco Pyotr Morgunov e l’unità Admiral Makarov. 

Sul piano della diplomazia globale, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha confermato che nel corso dell’ultimo colloquio telefonico tra Vladimir Putin e Donald Trump si è discusso della possibilità di organizzare un vertice trilaterale con il presidente cinese Xi Jinping a margine dell’Apec. “Certamente, di tale eventualità si era già parlato in precedenza e tale possibilità sussiste”, ha dichiarato Peskov. 

In parallelo, il Servizio di sicurezza federale russo (FSB) ha annunciato l’arresto di un cittadino russo che lavorava nella sicurezza dell’ambasciata britannica a Mosca. L’uomo è accusato di essere un agente del Servizio di sicurezza ucraino (SBU) guidato dal blogger Dmitry Karpenko (“Apostolo Dmitry”). Secondo l’FSB, l’indagato raccoglieva informazioni dettagliate e materiali fotografici sui diplomatici e sulla sede diplomatica per consentire all’SBU di preparare atti di sabotaggio e terrorismo contro l’ambasciatore britannico, con l’obiettivo di attribuire la responsabilità alla Russia e trascinare il Regno Unito in un conflitto armato diretto.