ROMA - Il governo prepara nuove misure di sicurezza dopo gli scontri e i saccheggi che hanno colpito Milano e altre città italiane negli ultimi giorni. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presieduto a Palazzo Chigi un vertice sull’ordine pubblico, al termine del quale è emersa la volontà di intervenire rapidamente, anche attraverso un decreto legge che potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri già domani. 

“Lo Stato darà una risposta ferma”, è una delle conclusioni della riunione, secondo quanto riferito da fonti di governo. 

L’incontro, durato circa un’ora e mezza, è servito ad analizzare i disordini e a valutare nuovi strumenti per prevenirli. Secondo quanto emerso, le violenze presentano caratteristiche in parte diverse rispetto al passato e coinvolgono gruppi con motivazioni differenti, un fenomeno che il governo ritiene necessario approfondire. 

Palazzo Chigi ribadisce la volontà di garantire la libertà di espressione e il diritto a manifestare pacificamente, distinguendo però le proteste legittime dagli episodi di violenza, vandalismo e saccheggio. 

Tra le ipotesi allo studio ci sono nuovi interventi sui minorenni coinvolti nei disordini, norme più severe contro i danneggiamenti e misure sui blocchi stradali. 

Gli uffici legislativi stanno esaminando alcune disposizioni già contenute in un disegno di legge sulla sicurezza all’esame del Senato, insieme a ulteriori proposte avanzate dalle forze di polizia. 

Uno dei punti riguarda l’estensione ai minorenni del fermo preventivo, introdotto a febbraio dopo gli scontri durante la manifestazione per il centro sociale Askatasuna a Torino. Si tratta di uno strumento che consente alle forze dell’ordine, in presenza dei presupposti previsti dalla legge, di trattenere temporaneamente persone considerate potenzialmente pericolose in vista di manifestazioni. 

La Lega chiede di accelerare anche sull’introduzione di nuove sanzioni per i danneggiamenti commessi in gruppo, con pene fino a cinque anni di reclusione e multe fino a 15mila euro. Tra le proposte figurano inoltre l’arresto differito per i responsabili dei saccheggi e misure per impedire nuove aggregazioni violente. 

Il vicepremier Matteo Salvini ha sostenuto che durante gli scontri di Milano qualcuno avrebbe cercato di provocare conseguenze ancora più gravi, chiedendo di rafforzare rapidamente gli strumenti di intervento. 

Al vertice di Palazzo Chigi hanno partecipato, oltre a Meloni, i vicepremier Salvini, in videocollegamento, e Antonio Tajani, i ministri Matteo Piantedosi, Guido Crosetto e Francesco Lollobrigida, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, insieme ai vertici delle forze dell’ordine e dell’intelligence. 

Forza Italia ha proposto di organizzare una riunione del Consiglio dei ministri a Milano, come segnale di vicinanza ai cittadini e ai commercianti danneggiati. L’ipotesi non è ancora stata definita. 

Le nuove misure suscitano però critiche dalle opposizioni. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha condannato le violenze, ma ha accusato il governo di non essere riuscito a prevenirle. 

“Non serve un nuovo decreto, serve un ministro nuovo”, ha dichiarato Renzi, chiedendo al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di assumersi la responsabilità di quanto accaduto. 

Secondo l’ex presidente del Consiglio, il problema non è la mancanza di norme, ma la loro applicazione. Renzi ha inoltre invitato a distinguere gli episodi di criminalità verificatisi a Milano dalle manifestazioni pacifiche contro il caro vita, che esprimono un disagio economico reale. 

Intanto, la Lega ha presentato alla Camera un emendamento alla proposta di legge sulla cittadinanza. Il testo prevede che uno straniero nato in Italia, se condannato per reati contro le forze di polizia o per devastazione e saccheggio, non possa ottenere la cittadinanza italiana al compimento dei 18 anni. 

Il governo dovrà ora decidere quali misure inserire nell’eventuale decreto legge e quali lasciare al percorso parlamentare già avviato. Al momento nessuna delle nuove proposte è stata approvata.