ROMA - I giudici della terza sezione della Corte d’Appello di Roma hanno assolto l’ex presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito, gli avvocati Camillo Mezzacapo e Luca Lanzalone, e hanno ridotto le pene inflitte ad altri imputati nel processo legato al progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, mai realizzato.
La decisione modifica profondamente l’esito del processo di primo grado, nel quale De Vito era stato condannato a otto anni e otto mesi di reclusione, Mezzacapo a nove anni e Lanzalone a tre anni.
Assolti anche Gianluca Bardelli e Giuseppe Statuto.
Per l’imprenditore Luca Parnasi, figura centrale nel progetto dello stadio, la condanna è stata ridotta da due anni a tre mesi. Ridimensionata anche la pena per l’ex consigliere regionale Palozzi, passata da un anno e dieci mesi a otto mesi.
I giudici hanno invece dichiarato l’intervenuta prescrizione per Giulio Centemero, ex tesoriere della Lega, e Andrea Manzoni. In questi due casi, quindi, il procedimento si è concluso per il decorso dei termini previsti dalla legge, senza una pronuncia di assoluzione nel merito.
L’inchiesta riguardava presunte irregolarità legate al progetto dello stadio che la società giallorossa avrebbe dovuto costruire nell’area di Tor di Valle, nella zona sud della Capitale. Il procedimento aveva coinvolto imprenditori, professionisti ed esponenti politici.
La sentenza d’appello è stata accolta con soddisfazione da Marcello De Vito, che ha parlato della fine di un periodo particolarmente difficile.
“C’è grande felicità, oggi finalmente è stata fatta giustizia. Sono stati sette anni durissimi, dopo otto mesi di detenzione mentre facevo il presidente dell’Assemblea capitolina a Roma come cittadino più votato”, ha dichiarato l’ex esponente politico.
De Vito ha ricordato le conseguenze personali e professionali della vicenda giudiziaria, ringraziando la famiglia e i suoi difensori, gli avvocati Angelo Di Lorenzo e Guido Cardinali.
“Sette anni che mi hanno distrutto la vita politica e professionale, ma la mia famiglia è stata fondamentale”, ha aggiunto.
L’ex presidente dell’Assemblea capitolina ha poi rivolto una critica ai suoi precedenti compagni di partito, accusandoli di averlo abbandonato durante l’inchiesta.
Già nel processo di primo grado erano stati assolti altri imputati, tra cui l’ex tesoriere del Partito democratico Francesco Bonifazi e l’ex assessore regionale Michele Civita.
La sentenza della Corte d’Appello segna così una svolta nel procedimento giudiziario sullo stadio di Tor di Valle, ridimensionando in misura significativa le responsabilità riconosciute nel primo grado di giudizio.