WASHINGTON - Fentanyl mescolato a tranquillanti veterinari, crack contaminato da oppioidi e cannabinoidi sintetici introdotti all’interno degli istituti di pena attraverso fogli di carta impregnati.
Negli Stati Uniti la crisi della droga cambia rapidamente volto e, sebbene si registri una contrazione delle morti per overdose, la trasformazione del mercato fa emergere nuove e subdole minacce.
È la fotografia scattata da un reportage della Bbc condotto tra Columbus (Ohio) e Chicago (Illinois) raccogliendo le testimonianze di consumatori, operatori delle strutture di recupero e rappresentanti delle forze dell’ordine.
I dati riportati dall’emittente evidenziano che le morti per overdose sul territorio statunitense sono scese dai circa 110mila casi del 2022 ai circa 70mila dello scorso anno. Tuttavia, la diffusione di miscele altamente imprevedibili rende le strategie di contrasto sempre più complesse.
In particolare, al fentanyl vengono ormai abitualmente aggiunti sedativi veterinari come la xilazina e la medetomidina. Su tali principi attivi il naloxone (il farmaco salvavita tradizionalmente impiegato per invertire gli effetti dell’overdose da oppioidi) risulta inefficace; la xilazina, inoltre, provoca gravi e dolorose lesioni cutanee tra i consumatori.
“La crisi si è semplicemente spostata – spiega Scott Sanders, responsabile dell’organizzazione di recupero Hope Dealer Community a Columbus –. La tragedia riguarda i consumatori di stimolanti che acquistano crack pensando di ricevere quello. Invece ricevono crack mescolato con fentanyl o altri cocktail di oppioidi e vanno in overdose senza saperlo”.
La sua associazione collabora a un programma di analisi e tracciamento delle sostanze promosso con i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), raccogliendo campioni direttamente dagli strumenti impiegati dai tossicodipendenti.
A Chicago, uno spacciatore che dichiara di operare per conto dei cartelli messicani sostiene che le misure adottate dall’amministrazione Trump non abbiano minimamente scalfito la propria catena di approvvigionamento. “Questo gioco si basa sulla capacità di adattarsi”, dichiara alla Bbc, individuando proprio nelle sostanze sintetiche la svolta del mercato: “Non abbiamo ancora visto quello che possono fare. Non siamo neppure alla punta dell’iceberg”.
I mutamenti della tossicodipendenza si riflettono in maniera drammatica anche all’interno delle carceri. Nel carcere della contea di Cook, nel 2023 si sono registrati otto decessi tra i detenuti a causa di crisi convulsive, a fronte di una media storica di uno o due decessi all’anno per overdose.
Lo sceriffo Tom Dart ha spiegato che gli agenti penitenziari hanno scoperto un sistema di introduzione delle droghe sintetiche basato su lettere e pagine di libri impregnate di sostanze chimiche, che vengono successivamente bruciate dai reclusi per inalarne i fumi. Una scoperta che ha spinto la struttura a stringere i controlli e le verifiche su tutta la corrispondenza in ingresso.
Sul territorio, le associazioni di assistenza continuano a distribuire strisce di test rapido per rilevare la presenza di fentanyl e altri contaminanti. “Quando compri una dose, non sai davvero che cosa ci sia dentro”, osserva Karen Bell, ex consumatrice di eroina e oggi operatrice dell’organizzazione Liv4Lali.
Per lo sceriffo Dart, la repressione dei traffici e l’azione sull’offerta non possono rimanere gli unici strumenti d’intervento: “Al centro deve esserci un grande impegno nel trattamento delle dipendenze. Si può ridurre il mercato se si affrontano i problemi delle persone con l’abuso di sostanze”.