Il maestro Sesto Quatrini, direttore d’orchestra romano di fama internazionale, è impegnato in questi giorni nel Rigoletto di Verdi al Joan Sutherland Theatre della Sydney Opera House. Dodici recite fino al 21 agosto, per il suo debutto australiano. Opera Australia l’ha chiamato alla direzione per la ripresa della produzione storica dell’opera verdiana di Elijah Moshinsky, ambientata in un’Italia da Dolce Vita, Fiat 500 in scena compresa, con Dalibor Jenis nel ruolo della popolare figura del buffone di Corte, Kang Wang, Duca di Mantova e Gemma Nha nel ruolo di Gilda.

La prima del Rigoletto condotto da Quatrini, è andata in scena il 21 luglio scorso, esattamente settant’anni dopo la prima rappresentazione di Opera Australia, Le Nozze di Figaro, che venne allestita al Theatre Royal di Adelaide il 21 luglio 1956.

Quatrini, che è stato assistente di Fabio Luisi al Metropolitan di New York e, dal 2018 al 2023, direttore artistico dell’Opera Nazionale Lituana di Vilnius, ci parla della chiamata da Opera Australia: “A un direttore italiano si chiede di dirigere il repertorio italiano. È raro che un teatro come questo ti inviti per un’opera tedesca. Ti invita per un capolavoro difficilissimo che il teatro conosce bene, anche l’orchestra, perché è una produzione che va avanti da trent’anni”.

Dodici recite significano due mesi lontano dall’Europa, ma in Australia il maestro Quatrini non è solo: con lui la moglie, manager teatrale, che ha lasciato il lavoro per l’occasione, e la figlia di tre anni. “Tra una recita e l’altra cerchiamo di viaggiare e vedere il più possibile. Del resto questo è un continente”.

Al telefono Quatrini si accende sui temi che gli stanno a cuore e l’entusiasmo lo porta anche fuori dalla buca d’orchestra: dove dirige, compatibilmente con gli impegni, va nelle scuole, organizza incontri nei teatri, spiega l’opera a chi non l’ha mai vista. Sull’idea, forse un po’ stereotipata, che l’opera sia qualcosa di elitario, per un pubblico ristretto, il Maestro ha una risposta molto chiara: “Se vuoi la poltronissima paghi cinquecento dollari, come la tribuna d’onore al Maradona per Napoli-Juventus”, dice, ma è convinto che sotto quella fascia i prezzi siano molto più accessibili di quanto si racconti: una serata all’opera finisce per costare meno di una partita di calcio. Il paragone con lo sport lo fa senza malizia: “Sono tifoso della Roma, non sto contrapponendo l’opera contro lo sport”, perché quello che gli interessa davvero ‘è la valenza culturale, l’opera lirica, la musica classica, non è affatto distante dai giorni nostri: “L’opera parla di noi”, ribadisce il Maestro. E porta proprio l’esempio del Rigoletto: un padre vedovo che tiene la figlia, Gilda, chiusa in casa come il suo bene più prezioso. “Lo dico da padre: al bene più prezioso che hai non puoi tarpare le ali”. Vendetta, potere, gelosia, senso del possesso, violenza: “Parole dell’Ottocento, ma tematiche attualissime”.

Dopo il 21 agosto gli impegni del Maestro Quatrini proseguono, senza pause. In autunno torna alla Royal Opera House di Londra, a dicembre inaugura la stagione del Teatro Municipale di Piacenza con Siberia di Umberto Giordano. Nello stesso periodo prepara La Traviata alla Staatsoper di Amburgo, che debutta a gennaio, mentre in primavera arriva un nuovo Nabucco al Carlo Felice di Genova, firmato da Pier Luigi Pizzi. E c’è un incarico da direttore musicale in un teatro che, dice, non può ancora annunciare.