SEVESO - “Quel che accadde a Seveso divenne un punto di svolta, nella coscienza italiana ed europea, per la cultura della sicurezza e della prevenzione”, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia ufficiale per il cinquantesimo anniversario del disastro ambientale dell’Icmesa, avvenuto il 10 luglio 1976.
Quel giorno, dopo un’esplosione nello stabilimento industriale di Meda, una nube tossica di diossina si sprigionò nell’area, colpendo Seveso e coinvolgendo anche Cesano Maderno e Desio. “Fu un evento tra i più drammatici che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare”, ha ricordato il capo dello Stato, sottolineando che ancora oggi i suoi effetti inquinanti lo fanno considerare uno degli eventi più gravi a livello globale.
Per Mattarella, l’emergenza di Seveso impose una “doverosa, significativa accelerazione” nella tutela della sicurezza e dell’ambiente. “Quanto avvenne era inammissibile”, ha detto il presidente, ricordando che le norme elaborate successivamente su scala europea ebbero “valore storico” perché fondate sulla tutela della vita, delle comunità e dell’ambiente come “diritto umano primario”.
La diossina provocò lesioni cutanee, soprattutto nei bambini, la morte di migliaia di animali e l’evacuazione di centinaia di persone. L’area più colpita fu poi bonificata con la rimozione degli strati di terreno contaminato e la demolizione degli edifici.
Su quel sito è nato il Parco Naturale Bosco delle Querce, costruito sopra le vasche di contenimento dei materiali tossici.
Proprio questa è stata la prima tappa della visita del Capo dello Stato, con lo scoprimento di una targa e il flash mob “Il bosco del futuro” accanto al grande pioppo, l’unico albero sopravvissuto al disastro.
Alla cerimonia erano presenti il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, il presidente della Lombardia Attilio Fontana e la sindaca di Seveso Alessia Borrioni.
“C’è un prima e un dopo l’incidente di Seveso”, ha detto Fontana, ricordando come dopo quella tragedia siano cambiate le legislazioni sulla sicurezza industriale.
Il presidente del Consiglio regionale lombardo, Federico Romani, ha parlato invece del coraggio della comunità locale: “Seveso non è diventata solo il simbolo di una tragedia. È diventata anche il simbolo di una rinascita”.
Tra i presenti anche protagonisti istituzionali e tecnici dell’epoca, da Pietro Bassetti, primo presidente della Lombardia, a Giuseppe Guzzetti, che guidò la Regione dal 1979, fino a Paolo Lassini, che si occupò della realizzazione del bosco, e Vittorio Carreri, responsabile della prevenzione pubblica regionale dal 1973 al 2003.