CANBERRA – Snowy 2.0 potrebbe arrivare a costare fino a 25 miliardi di dollari e diventare pienamente operativo soltanto alla fine del 2029, secondo la nuova revisione economica del più grande progetto australiano nel settore delle energie rinnovabili.
Snowy Hydro ha fissato un costo-obiettivo di 22 miliardi di dollari, ma ha previsto altri tre miliardi di margine nel caso emergano ulteriori esigenze.
Il progetto, avviato sette anni fa, aveva inizialmente un budget di due miliardi di dollari e avrebbe dovuto cominciare a produrre energia nel 2021.
Dopo una revisione nel 2023, le previsioni erano già salite a 12 miliardi, con l’avvio della produzione fissato alla fine del 2027 e la piena operatività un anno dopo.
L’amministratore delegato di Snowy Hydro, Dennis Barnes, si è detto “incredibilmente deluso” dall’ultimo aggiornamento, pur sostenendo che il progetto abbia compiuto progressi sostanziali dopo la riorganizzazione di tre anni fa.
Secondo Barnes, tra le principali cause dell’aumento dei costi figurano una progettazione inizialmente non sufficientemente matura e la necessità di impiegare più personale per un periodo più lungo del previsto.
Snowy 2.0 conta oggi circa 5mila lavoratori impegnati su più fronti, mentre l’80 per cento dei costi del progetto è riconducibile alla manodopera.
La revisione indica che è stato completato il 65 per cento dello scavo meccanizzato dei tunnel e il 90 per cento delle grandi caverne sotterranee, mentre sono iniziati i lavori per la centrale idroelettrica.
Barnes non ha escluso ulteriori aumenti.
“Non ci sono mai garanzie con i mega-progetti”, ha dichiarato, aggiungendo però che molti dei rischi principali sono ormai stati superati.
Il progetto, nelle Snowy Mountains del New South Wales, collegherà due dighe attraverso circa 27 chilometri di gallerie e comprenderà una centrale sotterranea di dimensioni paragonabili alla Sydney Opera House.
Il sistema funzionerà come una gigantesca batteria: l’acqua verrà pompata a monte quando l’elettricità costa meno e rilasciata per produrre energia nei periodi di maggiore domanda.
La capacità complessiva sarà di 2.200 megawatt, sufficiente, secondo Snowy Hydro, ad alimentare tre milioni di abitazioni per una settimana.
Snowy 2.0 rimane però da anni al centro di polemiche per ritardi, aumenti dei costi, problemi di sicurezza e dispute con gli appaltatori.
Una delle tre talpe meccaniche, Florence, rimase bloccata per 11 mesi nel 2023 dopo aver incontrato terreno instabile.
Un audit pubblicato quest’anno ha inoltre rilevato “carenze sostanziali” nella gestione del progetto.
Il governo federale continua comunque a difenderne la realizzazione.
I ministri Chris Bowen e Katy Gallagher hanno sostenuto che abbandonarlo comprometterebbe l’affidabilità della rete, metterebbe a rischio 5mila posti di lavoro contribuendo agli aumenti delle bollette.
Il portavoce dell’opposizione per l’Energia Dan Tehan ha invece chiesto le dimissioni di Bowen per l’aumento dei costi, senza però chiarire se la Coalizione sia favorevole o contraria al completamento dell’opera.