La solidarietà è tornata protagonista al tradizionale Incontro delle Tre Venezie. Al Club Italia si è svolta la 38ª edizione dell’appuntamento organizzato dall’Associazione Tre Venezie, che ha riunito soci e rappresentanti delle associazioni del nord-est d’Italia per sostenere la ricerca sul cancro pediatrico. La giornata si è conclusa con una raccolta fondi di 12.000 dollari destinati al Cancer Research and Support Fund del Children’s Hospital di Westmead.
Alle 11.30 i soci hanno cominciato a gremire la sala, accompagnati dalla musica di John Vadala e Tony Gagliano. Un’ora dopo, dal palco, Anita e Alessia Bonanno hanno aperto le formalità come co-maestre di cerimonia: “Vi diamo il benvenuto al Club Italia e al 38° Incontro delle Tre Venezie dell’Associazione Tre Venezie”. Dopo gli inni nazionali italiano e australiano, la sala si è alzata in piedi per un minuto di silenzio in memoria dei soci scomparsi dall’ultima funzione. Poi il saluto ai presidenti delle associazioni presenti: Ugo Bergamo per i Trentini di Sydney e vicepresidente dell’Associazione Tre Venezie; Lidia Gentilini per il Fogolar Furlan; Flavia Sonego per il Veneto Club; Antonio Santomingo per l’Abruzzo Sports Club; Josephine Pagnucco per il Comitato Casarsa; Marilea Farrell per il Comitato San Gabriele; Peter Krope per il Triglav Club; Dawn Kelly per il Fifties Plus Club; Rita Perencin per i Trevisani; Divo Cipriani per gli Abruzzesi del NSW; Giuseppe Querin per gli Alpini e l’ospite d’onore Jenny McNevin, direttrice del Mounties Group, presente insieme a Graeme McNevin.
A ricordare la natura benefica della giornata è arrivato l’appello delle maestre di cerimonia: “Il cancro non discrimina e può colpire persone d’ogni età”. Alla sala è stato rivolto l’invito a utilizzare le buste per le donazioni volontarie lasciate su ogni piatto. Ha poi preso la parola Ben Sonego, presidente del Club Italia e dell’Associazione Tre Venezie: “È davvero un onore vedere così tante persone riunite qui, nel 38° anniversario dell’Incontro”. Sonego ha poi ripercorso la nascita dell’iniziativa. “Trentotto anni fa ho partecipato a una riunione nella vecchia sede del Club Italia a Lansvale, dove 16 associazioni del nord-est d’Italia si sono riunite e hanno fondato l’Associazione Tre Venezie”.
Un sodalizio destinato a incontrarsi una sola volta l’anno per raccogliere fondi a favore dei bambini malati di cancro dell’ospedale di Westmead, dove lavorava un giovane connazionale medico. Quel medico è Luciano Dalla Pozza: arrivato in Australia all’età di tre anni dalla provincia di Vicenza, laureato all’Università di Sydney, oncologo pediatra e dal 1985 alla guida del Cancer Centre for Children”. Nel curriculum, ha ricordato Sonego, figurano ruoli di principal investigator, presidente e membro del consiglio in 21 fra commissioni, comitati e gruppi di lavoro, oltre a collaborazioni in trial clinici con ospedali di Italia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Quest’anno Dalla Pozza non era presente in quanto in congedo prolungato e, al rientro, valuterà se lasciare la direzione del Centro per proseguire come direttore della Sydney Children’s Hospitals Foundation, incarico che ricopre dal 2024. Ha però mandato una lettera. Il presidente Sonego non ha nascosto la propria ammirazione per il lavoro del dottor Dalla Pozza, poi ha citato le parole dello stesso oncologo: “La diagnosi di cancro è un evento straordinariamente stressante, una crisi nella vita delle persone. Il percorso è lungo, spesso difficile, e chiede molto alle famiglie e al personale”. Spazio poi alla musica: l’entertainment officer Elizabeth Sonego ha presentato il soprano Jessica Di Bartolo e il cantante Matthew Dal Cin. Poi l’annuncio: 12.000 dollari raccolti. Sonego ha ringraziato i soci “dal profondo del cuore” confermandoo che sarà lui stesso, insieme al comitato, a consegnare personalmente la donazione a Dalla Pozza. I ringraziamenti finali sono andati agli sponsor (Club Italia Cultural Fund, Mounties Group e M Brasserie), e alle volontarie Lidia Gentilini, Josephine Pagnucco, Maria Santomingo, Azelia Donati e Flavia Sonego.