MILANO - Aleksandar Stankovic ha chiuso il cerchio. Figlio di Dejan, uno dei protagonisti del Triplete, è cresciuto nel vivaio nerazzurro e, dopo le esperienze con Lucerna e Bruges, è stato riportato alla base: sarà lui uno degli uomini del presente e del futuro.
“Quando abbiamo iniziato la preparazione, per me è stato qualcosa di incredibile, è quello per cui ho iniziato a giocare a calcio, giocare per l’Inter - ha confessato il 21enne serbo agli australiani di Football360 - Per me è stata pura emozione. Con l’Inter, andrei ovunque. Fin da quando sono nato, mi hanno messo addosso la maglia dell’Inter”.
Del resto, era difficile il contrario viste le sue origini. “Quando sei piccolo, non capisci davvero chi è tuo padre. Ma una volta che inizi a crescere, inizi a capire chi è tuo padre e cosa significa l’Inter, per i tifosi”.
Anche per questo lasciare i nerazzurri è stata dura. “Non è stato facile accettare il fatto che devi andare via da casa, dalla famiglia, dal club che ami, dagli amici e da tutto. Ma poi capisci che è quello che devi fare se vuoi tornare qui e giocare per questo club. A Lucerna i tifosi erano incredibili, abbiamo avuto un anno fantastico, e il Bruges è uno dei migliori club al mondo per i giovani che vogliono crescere, penso che per me sia stato il miglior passo che potessi mai fare nella mia carriera”.
“Non tutti i giovani della Primavera vanno fuori dall’Italia, io non ho avuto paura, volevo uscire dalla mia comfort-zone e ho fatto bene - riconosce il giovane centrocampista - Inizi a vivere da adulto a 17-18 anni, condividi lo spogliatoio con persone più grandi, esperte, hai molte responsabilità e tutto questo mi ha aiutato a crescere anche come persona”.
All’Inter ha ritrovato come allenatore Cristian Chivu. “Mi conosce da quando ero bambino, ha giocato con mio padre, e ci siamo incontrati nella Primavera tre anni fa, abbiamo condiviso due grandi stagioni. Penso che mi conosca abbastanza bene, conosce il mio stile di gioco, il mio ruolo”, aggiunge Stankovic, che non ha dubbi su quelli che sono i suoi obiettivi: “Vincere il più possibile con l’Inter”.