ROMA — “Da tempo stiamo denunciando il rischio molto concreto di un vero e proprio processo di deindustrializzazione del nostro Paese”. È l’allarme lanciato dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenuto a margine della presentazione del francobollo per i 120 anni della storia della confederazione. Al centro delle sue dichiarazioni la situazione di Stellantis e, più in generale, le prospettive dell’industria automobilistica e della mobilità in Italia e in Europa.
Secondo Landini, accanto alla crisi più generale che interessa il settore a livello europeo, serve un intervento sugli investimenti per sostenere la capacità produttiva e l’innovazione. “È evidente che c’è una questione europea più generale che riguarda tutto il settore della mobilità, ma sicuramente anche in questo caso c’è bisogno di un rilancio degli investimenti che siano in grado di produrre quell’innovazione di prodotto che è mancata ed è quella che sta facendo anche aumentare la cassa integrazione”, ha affermato.
Il leader della Cgil ha richiamato anche il peso della filiera italiana della componentistica, sottolineando la necessità di politiche industriali orientate allo sviluppo. “Siamo il Paese che ha uno dei settori della componentistica più importante di tutta Europa - ha sottolineato - è evidente che è necessario in una fase come questa che ci siano anche politiche industriali orientate verso un elemento di sviluppo”.
Un altro nodo indicato dal segretario generale della Cgil è quello del costo dell’energia, considerato un fattore strategico per la competitività del sistema produttivo. Landini ha chiesto investimenti sulle fonti rinnovabili e ha invitato a concentrarsi sulle misure necessarie nell’immediato. “È il momento di fare investimenti seri che non sono stati fatti sulle energie rinnovabili e non continuare a fare discussioni finte. Se va bene, il nucleare ci sarà forse tra vent’anni. Il nostro problema è cosa concretamente facciamo a partire da domani mattina per affrontare questo che è un tema strategico”, ha dichiarato.
Dalla politica industriale alla prossima legge di bilancio, Landini ha poi affrontato il tema del confronto tra Governo e parti sociali, spiegando che al momento non è fissato alcun incontro sulla manovra. Il segretario della Cgil ha motivato la posizione del sindacato richiamando le modalità dei precedenti confronti con l’esecutivo. “L’esperienza che abbiamo alle spalle è quella di confronti sempre avvenuti dopo che hanno già preso le decisioni dentro la maggioranza. Quindi, in realtà un confronto vero prima di prendere le decisioni con le organizzazioni sindacali in questi anni non c’è mai stato”, ha affermato.
La Cgil è inoltre impegnata in una trattativa con le associazioni imprenditoriali sul tema della rappresentanza sociale. “Stiamo discutendo di come arrivare a misurare la rappresentanza dei soggetti sociali e, per quello che ci riguarda, dando voce ai lavoratori, alla loro possibilità di eleggere delegati e di rapportarsi per la validazione dei contratti, cancellando i contratti pirati”, ha spiegato Landini. Al centro delle sue dichiarazioni anche la questione dei salari, indicata come una delle principali emergenze economiche della fase attuale. “È l’emergenza di questa fase e noi oggi alle imprese stiamo chiedendo di fare un accordo in cui la difesa e l’aumento del potere d’acquisto diventino l’obiettivo non solo del sindacato, ma anche delle associazioni delle imprese”, ha detto.
Rivolgendosi al Governo, Landini ha quindi chiesto interventi sul costo della vita e sulla fiscalità. “Al Governo diciamo che per affrontare questo tema, visto che l’Ocse anche questa mattina ha sbugiardato le propagande elettorali che il governo sta mettendo in campo, c’è bisogno di una crescita reale dei salari, che si fa sia riducendo il prezzo della benzina e determinando anche una tutela diversa sulla salute, ma soprattutto intervenendo sul fisco”.