BUENOS AIRES – La Commissione nazionale per l’energia atomica (Cnea) è finita al centro di un nuovo conflitto legato ai tagli dello Stato, dopo che decine di lavoratori hanno ricevuto la comunicazione di mancato rinnovo dei loro contratti.
La misura ha dato origine a una protesta nella sede centrale dell’ente, nel quartiere di Núñez a Buenos Aires, che ha portato a un intervento della Gendarmeria nazionale e momenti di forte tensione.
La direzione della Cnea ha confermato di non aver rinnovato 61 contratti di personale assunto a tempo determinato.
Tuttavia, due sindacati di categoria – Associazione dei lavoratori dello Stato (Ate) e Associazione dei professionisti della Commissione nazionale per l'energia atomica e l’attività nucleare (Apcnean) – sostengono che il numero dei dipendenti coinvolti sia più elevato e stimano che potrebbe superare il centinaio. Arrivando addirittura a 170 persone, se si considerano anche altre sedi dell’ente.
Secondo quanto denunciato dai lavoratori, molti hanno appreso della cessazione del contratto attraverso il sistema interno di comunicazioni digitali, senza alcuna comunicazione preventiva.
Dopo la diffusione delle notifiche, dipendenti e rappresentanti sindacali hanno avviato un presidio nella sede di Avenida del Libertador a Buenos Aires, per chiedere il reintegro dei colleghi licenziati e ottenere spiegazioni dalle autorità.
Durante la protesta è intervenuta la Gendarmeria nazionale. Gli agenti sono entrati nell’edificio e hanno creato un cordone di sicurezza, provocando momenti di tensione e alcuni tafferugli con i manifestanti.
I sindacati hanno denunciato l’azione, definendola una repressione di una protesta pacifica, mentre la direzione di Cnea ha sostenuto che la forza di sicurezza è intervenuta per proteggere le autorità e le strutture dell’ente, a fronte dell'occupazione dell’edificio.
Il conflitto è scoppiato nello stesso giorno in cui il portavoce presidenziale Adrián Ravier ha annunciato che la struttura amministrativa della Cnea è stata ridotta del 57,83%, passando da 645 a 272 ruoli, nell’ambito del processo di riorganizzazione dello Stato promosso dal governo nazionale.
Il presidente della Cnea, Martín Porro, ha affermato che le cessazioni del rapporto di lavoro riguardano esclusivamente contratti temporanei stipulati nel 2023 e ha assicurato che non sono stati coinvolti ricercatori, operatori specializzati, né personale scientifico considerato strategico. Secondo quanto spiegato, la decisione rientra in un processo di modernizzazione della struttura dell’ente.
I sindacati respingono questa versione. Sostengono che tra i lavoratori colpiti dal provvedimento vi siano professionisti, tecnici e personale specializzato impegnato in settori considerati strategici per lo sviluppo nucleare argentino, compresi progetti come il reattore modulare Carem. Contestano inoltre la mancanza di dialogo con le autorità e hanno annunciato nuove mobilitazioni, continuando a chiedere il reintegro dei lavoratori interessati dalla decisione.