TEHERAN – Arabia Saudita, Pakistan e Turchia hanno inviato delegazioni di alto livello nella capitale iraniana nel tentativo di evitare una nuova fase di combattimenti nella guerra con l’Iran e favorire una più ampia intesa sulla sicurezza regionale.

I colloqui si sono svolti ieri e hanno portato i quattro Paesi a concordare la prosecuzione del dialogo sulla cooperazione, con particolare attenzione alla pace e alla stabilità nella regione.

Non sono stati indicati né una data né un luogo per un prossimo incontro.

Ai colloqui hanno partecipato il ministro della Difesa saudita Khalid bin Salman, il capo dell’esercito pakistano, Field Marshal Asim Munir, e Ibrahim Kalin, responsabile dei servizi d’intelligence turchi.

La delegazione iraniana era guidata dal maggior generale Mohsen Rezaei, segretario del Supreme National Security Council.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran sostiene qualsiasi accordo capace di rafforzare la cooperazione regionale, ridurre le divergenze e sfruttare meglio risorse e capacità condivise tra i Paesi islamici.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha messo in guardia contro nuovi attacchi all’Iran, sostenendo che una ripresa delle ostilità destabilizzerebbe l’intera area e avrebbe conseguenze anche sui Paesi estranei al conflitto.

“La nostra speranza è che tutte le parti si astengano da qualsiasi azione che possa trascinare la nostra regione in una nuova spirale di violenza”, ha dichiarato.

L’Arabia Saudita ha affermato che le delegazioni stanno cercando “modi per ridurre le tensioni, rafforzare la sicurezza regionale e promuoverne la stabilità”.

Anche il Qatar ha intensificato gli sforzi diplomatici. Mediatori qatarioti si sono recati a Teheran domenica, in coordinamento con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di contenere le tensioni.

Pakistan e Qatar avevano già contribuito a mediare un’intesa a giugno che puntava alla piena riapertura dello Stretto di Hormuz alla navigazione, alla fine del blocco americano dei porti iraniani e all’avvio di colloqui più ampi sul programma nucleare di Teheran.

L’accordo si era però rapidamente sfaldato dopo la ripresa degli attacchi da entrambe le parti.

I timori di una nuova escalation sono aumentati anche in vista delle elezioni in Israele e delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha comunque ribadito che Teheran non ha chiuso la porta alla diplomazia e che messaggi continuano a essere trasmessi a Washington tramite intermediari.