BRASILIA – Flávio Bolsonaro ha rifiutato di riconoscere la vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva alle presidenziali brasiliane, annunciando l’intenzione di chiedere l’annullamento del risultato e seguendo così la linea già adottata dal padre Jair Bolsonaro.

Il senatore conservatore ha contestato in particolare la decisione di un giudice della Corte Suprema nominato da Lula di prolungare di due ore le operazioni di voto domenica sera, a causa di presunte irregolarità nel trasporto pubblico.

“È impossibile riconoscere il risultato elettorale, date le circostanze in cui si sono svolte le cose”, ha dichiarato ai giornalisti.

Lula ha conquistato uno storico quarto mandato, battendo Bolsonaro di oltre quattro milioni di voti.

Secondo un’analisi dei registri elettorali condotta dal professor Pedro Burgos dell’Insper, nelle due ore aggiuntive sono stati espressi meno di 35mila voti, pari a circa lo 0,03 per cento del totale.

La posizione di Bolsonaro è resa più debole anche dal fatto che la sua stessa campagna aveva chiesto un’estensione dell’orario di voto nel sud del Paese, dove forti piogge avevano creato difficoltà agli elettori.

Il presidente americano Donald Trump ha comunque messo in dubbio il risultato, sostenendo senza fornire prove che il voto fosse stato “truccato”.

“Sembrava un’altra elezione truccata, francamente”, ha affermato.

Numerosi leader internazionali hanno invece riconosciuto rapidamente la vittoria di Lula, con messaggi di congratulazioni arrivati dall’Unione Europea, Messico, Francia, Canada, India e Russia.

Anche i presidenti di destra recentemente eletti in Colombia, Perù e Cile hanno riconosciuto l’esito delle urne, mentre l’amministrazione Trump è rimasta inizialmente in silenzio.

La vittoria di Lula ha sorpreso anche i mercati finanziari, che avevano in larga parte scommesso su un successo di Bolsonaro.

La Borsa brasiliana, il real e il debito pubblico hanno subito forti vendite mentre gli investitori riconsideravano le prospettive fiscali del Paese.

La contestazione viene avanzata in un clima politico ancora segnato dalle conseguenze delle elezioni del 2022, quando sostenitori di Jair Bolsonaro assaltarono edifici governativi dopo la sconfitta dell’allora presidente.

Jair Bolsonaro è stato successivamente condannato a 27 anni di carcere per aver ordito un colpo di Stato.

Flávio Bolsonaro ha inoltre riferito di essere stato convocato dalla Polizia Federale per consegnare i passaporti dopo una visita al padre.

Secondo il senatore, gli sarebbe stato anche vietato di lasciare il Paese.