SYDNEY - Il blackout nazionale che ha colpito Telstra ha messo a nudo la dipendenza dell’Australia dalle reti di telecomunicazione e la fragilità di servizi ormai essenziali, dai trasporti ai pagamenti, fino alle chiamate d’emergenza e ad alcuni ambiti sanitari.

Il maggiore operatore telefonico del Paese ha attribuito il disservizio di ieri a un difetto del software, dopo ore di problemi per milioni di utenti, viaggiatori e attività commerciali. Le difficoltà hanno impedito a molti utenti di effettuare chiamate o usare dati mobili, mentre alcune transazioni EFTPOS sono state impossibilitate.

Per Telstra, gruppo da 56 miliardi di dollari che alimenta circa 25 milioni di servizi mobili australiani, si tratta del terzo guasto nazionale di rilievo in meno di un anno. L’incidente ha riportato al centro il ruolo delle telecomunicazioni come infrastruttura economica e pubblica, non più limitata alla semplice possibilità di telefonare.

Graeme Hughes, esperto di concorrenza e commercio al dettaglio alla Griffith University, ha affermato che il caso mostra quanto l’economia possa essere esposta quando una singola rete non funziona. Nel giro di poche ore, ha osservato, la rete ferroviaria regionale del Victoria è stata sospesa, terminali di pagamento usati da circa 80mila imprese hanno avuto problemi e passeggeri dei taxi non sono riusciti a pagare le corse.

“Tutto questo non ha richiesto un attacco informatico - ha detto Hughes -. È bastato un singolo guasto tecnico presso un operatore”. Secondo l’esperto, la lezione per i decisori politici è chiara: la connettività mobile deve essere regolata come infrastruttura economica cruciale.

Telstra ha anche riconosciuto che i possibili problemi con alcune chiamate al triplo zero sono stati più estesi di quanto inizialmente indicato, rendendo necessari centinaia di controlli di welfare.

Mark Gregory, professore associato alla RMIT University ed esperto di telecomunicazioni, ha sostenuto che la legislazione del settore risale agli anni Novanta e non riflette più il mondo digitale attuale. A suo giudizio, il quadro normativo deve essere ricostruito dalle fondamenta e orientato attorno al cliente.

Daswin De Silva, professore alla La Trobe University, ha richiamato il Security of Critical Infrastructure Act 2018, che include le telecomunicazioni tra gli 11 settori critici. Secondo De Silva, servono più supervisione pubblica e meccanismi di responsabilità, perché il settore ha effetti sistemici su economia, società, sicurezza nazionale, emergenze, sanità, banche e trasporti.

Il direttore finanziario di Telstra Michael Ackland ha escluso che il guasto sia stato causato da un attacco informatico. Dennis Desmond, esperto di cybersecurity, ha però indicato che il blackout dimostra comunque la vulnerabilità delle infrastrutture critiche, che il problema derivi da un’azione ostile, da un errore interno o da aggiornamenti software.

Le indagini sulla causa tecnica proseguono. Per gli esperti, il punto politico è già emerso: senza ridondanza, regole aggiornate e responsabilità più stringenti, un difetto in una rete privata può fermare servizi pubblici e attività economiche in tutto il Paese.