BOGOTÁ – Un terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito oggi, 10 agosto, la Colombia, provocando almeno 20 morti, secondo i primi bilanci delle autorità locali.

Il sisma si è verificato alle 7:34 del mattino, con epicentro a San José del Palmar, nel dipartimento costiero del Chocó, al confine con il Panama, ed è stato avvertito con forte intensità a Bogotá, Medellín, Cali, Bucaramanga, Manizales, Pereira e Armenia.

Il bilancio più grave si registra nell’Eje Cafetero, la regione del Paese nota per la produzione di caffè. Il sindaco di Pereira, Mauricio Salazar, ha dichiarato a Caracol Radio: “È davvero tragico quello che ci è accaduto oggi”, fornendo un primo bilancio di 18 morti e decine di feriti nella città.

A Manizales, il sindaco Jorge Eduardo Rojas ha confermato almeno due vittime e ha riferito di edifici totalmente o parzialmente distrutti. Sulla base di questi dati, diversi media indicano un bilancio di circa 20 morti, anche se si tratta ancora di cifre preliminari: finora nessuna autorità nazionale ha fornito un bilancio ufficiale complessivo.

Secondo il bollettino più recente del Servizio geologico colombiano (Sgc), il terremoto ha avuto una profondità di 96 chilometri ed è stato rilevato da 32 stazioni sismologiche. L’ente lo ha definito uno dei più forti registrati nel Paese nell’ultimo decennio. Le prime rilevazioni avevano indicato una magnitudo inferiore, inizialmente di 6,6 e poi di 6,7, valori successivamente corretti con il progredire delle analisi. Anche il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) ha stimato una magnitudo di 7,4, calcolando tuttavia una profondità di 107 chilometri.

Alle 8:18 si è verificata una scossa di assestamento. Inizialmente il Sgc l’aveva localizzata a Nóvita (sempre nel Chocó), con magnitudo 4,6, ma successivamente ha corretto i dati, collocandola a San José del Palmar, con magnitudo 4,8 e una profondità di 88 chilometri.

Il presidente Abelardo de la Espriella ha assunto il coordinamento della risposta all’emergenza e ha ordinato l’istituzione di un centro operativo unificato a San José del Palmar. L’Unità Nazionale per la Gestione del Rischio di Disastri (Ungrd), da parte sua, ha escluso il rischio di tsunami lungo la costa del Pacifico e ha riferito di essere in contatto con le autorità locali per effettuare una valutazione dei danni.

La situazione più delicata si registra nel Chocó. La governatrice Nubia Carolina Córdoba ha scritto su X: “Ci preoccupano le scosse di assestamento”, aggiungendo che a Quibdó si registrano feriti ed edifici danneggiati, anche se queste informazioni sono ancora in fase di verifica ufficiale.

Il post su X della governatrice del Chocó.

A Bogotá la situazione appare invece diversa. Il sindaco Carlos Fernando Galán ha riferito che, per il momento, nella capitale non risultano feriti né gravi danni strutturali, mentre l’Idiger sta effettuando controlli in città per verificare le condizioni degli edifici.

Sui social network circolano video che mostrano danni a Manizales, Cali e Armenia, tra cui possibili conseguenze per la Cattedrale Basilica di Nostra Signora del Rosario di Manizales. Si tratta tuttavia di informazioni non ufficiali che le autorità non hanno ancora confermato.

Il Sgc ha spiegato che il Chocó e la costa colombiana del Pacifico sono aree caratterizzate da un’elevata attività sismica a causa dell’incontro tra la placca di Nazca e la Sudamericana. L’ente ha raccomandato alla popolazione di mantenere la calma, verificare le condizioni delle abitazioni prima di rientrare e non utilizzare gli ascensori in previsione di possibili nuove scosse di assestamento.