CALI – Il libertario Abelardo de la Espriella si è insediato venerdì come presidente della Colombia per il mandato 2026-2030, succedendo a Gustavo Petro, primo capo di Stato di sinistra nella storia recente del Paese. L’avvocato 48enne, esponente del movimento Defensores de la Patria, ha prestato giuramento davanti al presidente del Congresso, Honorio Miguel Henríquez.
La cerimonia si è svolta nell’Arena dell’Universidad Santiago de Cali (Usc) e non nel Campidoglio Nazionale di Bogotá, sede abituale del Congresso. De la Espriella è entrato nell’auditorium accompagnato dalla first lady Ana Lucía Pineda e dai loro quattro figli. È stata la prima volta nella storia del Paese che l’insediamento presidenziale si è tenuto fuori dalla capitale.
È stata la prima volta nella storia del Paese che l’insediamento presidenziale si è tenuto fuori dalla capitale per una precisa scelta politica. Il neopresidente ha infatti dichiarato di voler decentralizzare l’amministrazione, annunciando che il governo avrà “sedi alternative” a Cali, Medellín e Barranquilla.
Alcuni analisti sostengono però che la scelta sia caduta su Cali in quanto municipio governato dalla sinistra.
Inizialmente la cerimonia avrebbe dovuto tenersi Popayán (Cauca), come gesto d’intesa nei confronti dell’esercito, dal momento che la città di trova in una zona particolarmente colpita dal conflitto armato, ma il rischio di un’eruzione del vulcano Puracé ha obbligato a cambiare programma.
Nel suo primo discorso da capo dello Stato, il nuovo presidente ha annunciato quella che ha definito “la trasformazione più profonda” nella storia della Colombia e ha affermato che inizia una fase di “recupero dell’ordine, dell’autorità e della libertà”.
Ha inoltre rivolto un messaggio diretto ai gruppi armati: “L’opzione del dialogo è esaurita”. Tra i primi annunci, ha anticipato una politica di linea dura contro le organizzazioni guerrigliere e le reti del narcotraffico.
Il giorno successivo all’insediamento, De la Espriella ha fatto giurare i 18 membri del suo governo – nove donne e nove uomini, nel rispetto della legge sulle quote di genere – durante una cerimonia a porte chiuse nel Batallón Pichincha, a Cali.
Il presidente argentino Javier Milei si è recato a Cali nell’ambito di un viaggio nella regione che aveva previsto una precedente tappa in Ecuador. Prima della cerimonia di insediamento, ha avuto un incontro bilaterale con De la Espriella. In un video diffuso dall’Ufficio del Presidente argentino (@OPRArgentina), Milei saluta il suo omologo colombiano esclamando “Vamos tigre, viva la libertad carajo”, prima che i due si abbraccino e posino per una fotografia.
L’agenda di Milei in Colombia ha compreso anche un incontro con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar e una riunione con il re di Spagna Felipe VI, presente anch’egli alla cerimonia. L’Universidad Santiago de Cali ha inoltre conferito al presidente argentino un dottorato honoris causa.
Milei ha poi partecipato alla cerimonia di giuramento insieme ad altri presidenti della regione riconducibili alla destra, tra cui Daniel Noboa (Ecuador), Santiago Peña (Paraguay), Laura Fernández (Costa Rica), José Raúl Mulino (Panama), Luis Abinader (Repubblica Dominicana), José Antonio Kast (Cile) e Nasry Asfura (Honduras). Gli Stati Uniti hanno inviato una delegazione guidata dal procuratore generale ad interim Todd Blanche.

Javier Milei con Karina e altri capi di Stato latinoamericani invitati alla cerimonia. (Foto: Casa Rosada)
De la Espriella, che oltre alla nazionalità colombiana possiede anche la cittadinanza statunitense e italiana, aveva ricevuto a giugno, dopo la vittoria elettorale, un messaggio di congratulazioni dalla presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni. “Congratulazioni ad Abelardo de la Espriella, nuovo presidente eletto della Repubblica di Colombia. Partendo dal suo già profondo legame personale con l’Italia, sono pronta a lavorare insieme per continuare a sviluppare le nostre solide relazioni bilaterali”, aveva scritto Meloni sul suo account X.
La presidente del Consiglio aveva inoltre anticipato che i due Paesi avrebbero cercato di rafforzare la cooperazione nella lotta al narcotraffico e alle organizzazioni criminali transnazionali, concludendo il messaggio con un invito: “I miei migliori auguri, Presidente. Spero di vederla in Italia!”.
L’insediamento si è svolto in un clima di forte tensione politica interna. Il senatore Iván Cepeda, sconfitto da De la Espriella al ballottaggio, ha convocato manifestazioni contro il nuovo governo in diverse città del Paese, tra cui Cali, Barranquilla e Bogotá, definendole “una manifestazione pacifica di disobbedienza civile e sovranità popolare”.
Per garantire la sicurezza della cerimonia, il ministero della Difesa ha dispiegato oltre 11.000 uomini della Polizia, dell’Esercito e della Forza Aerospaziale Colombiana, in un contesto segnato da allarmi per possibili minacce terroristiche.