PECHINO - Il tifone Dolphin ha travolto la Cina orientale, costringendo all’evacuazione almeno 1,6 milioni di persone e provocando a Shanghai precipitazioni da record, le più abbondanti registrate negli ultimi 150 anni.
La regione ha subito pesanti ripercussioni dopo che la tempesta ha toccato terra domenica nella provincia dello Zhejiang per poi avanzare verso l’interno.
Di fronte alla gravità della situazione, il governo cinese ha attivato i meccanismi nazionali di emergenza per coordinare le operazioni di soccorso e assistenza nelle zone più colpite dello Zhejiang. Secondo quanto riferito dall’emittente statale Cctv, Pechino ha inviato una squadra di esperti nelle aree devastate per valutare l’entità dei danni, fornire supporto agli sfollati e assicurare la distribuzione dei beni di prima necessità.
Dolphin, il tredicesimo tifone della stagione meteorologica, ha fatto il suo primo ingresso sulla terraferma intorno alle 17:30 ora locale di domenica nella città di Yuhuan, nello Zhejiang. Secondo i dati del Centro meteorologico nazionale (Nmc), la tempesta si è presentata con venti massimi sostenuti di 42 metri al secondo (circa 151 chilometri orari).
Poco più di un’ora dopo, il sistema ha toccato di nuovo terra nella vicina città di Yueqing, registrando venti a 38 metri al secondo, prima di proseguire verso le zone interne e perdere progressivamente energia. Alle 5:00 ora locale di lunedì, il centro della struttura si trovava nella contea di Qingyuan, sempre nello Zhejiang, con venti scesi a 23 metri al secondo che ne hanno decretato il declassamento a tempesta tropicale.
I disagi si sono riflessi pesantemente sul trasporto aereo dell’intera regione orientale della Cina, con migliaia di cancellazioni e ritardi. Le rilevazioni della piattaforma di monitoraggio Feichangzhun, effettuate intorno alle 8:30 ora locale, hanno evidenziato una paralisi quasi totale nei due hub di Shanghai. L’Aeroporto Internazionale di Pudong ha visto l’operatività ridotta ad appena l’1% della capacità e 429 voli cancellati, mentre lo scalo di Hongqiao ha operato soltanto al 2%, registrando 208 cancellazioni e altri 486 voli in attesa di conferma.
La paralisi ha colpito duramente anche le infrastrutture dello Zhejiang, dove lo scalo di Hangzhou ha operato soltanto al 43% della propria capacità con 156 cancellazioni, mentre l’aeroporto di Ningbo ha registrato uno 0% di operatività normale e 128 voli cancellati. Impatti minori, ma comunque rilevanti, si sono verificati negli altri centri della Cina orientale, come Nanchino (capoluogo del Jiangsu) e Hefei (capoluogo dell’Anhui), con la prima città che ha mantenuto il 69% dei voli operativi a fronte di oltre 100 cancellazioni.