BRUXELLES - L’Europa è stretta nella morsa di una severa e prolungata emergenza idrica. Tra le ripetute ondate di calore degli ultimi tre mesi e le scarse precipitazioni, la crisi sta colpendo con eccezionale durezza la Francia e la Germania, minacciando sia l’approvvigionamento idrico della popolazione sia le arterie logistiche dell’economia continentale. 

In Francia, quasi il 70% del territorio nazionale è attualmente sottoposto a restrizioni sull’uso dell’acqua. A confermarlo è stato il ministero per la Transizione Ecologica, sottolineando che “mentre la Francia sta vivendo una siccità particolarmente intensa, gli effetti del cambiamento climatico continuano ad aggravare le tensioni sulle risorse idriche”.

Al 9 agosto, l’intero territorio metropolitano (suddiviso in 99 dipartimenti) si trova almeno al livello di allerta: nello specifico, 67 dipartimenti sono in situazione di crisi (il livello più alto) e 21 in stato di massima allerta. 

La situazione sta creando forti disagi per la popolazione. La ministra per la Transizione Ecologica, Monique Barbut, ha spiegato che “l’approvvigionamento di acqua potabile è sotto pressione in diverse aree, in particolare in 47 dipartimenti francesi”, aggiungendo che “le interruzioni dell’erogazione idrica” stanno già colpendo “oltre 30 mila persone in 80 comuni”, costretti a ricorrere a rifornimenti d’emergenza tramite autobotti o acqua in bottiglia. 

Per mercoledì, il governo francese ha convocato una riunione di crisi con i prefetti regionali e il Comitato di previsione e monitoraggio idrologico (Cash). L’incontro servirà a valutare le conseguenze della siccità su regioni, flora e fauna, oltre a condividere misure volte a “rafforzare in modo sostenibile la capacità di previsione, prevenzione e resilienza delle regioni di fronte alla crescente frequenza e intensità delle crisi idriche”. 

Parallelamente, l’allarme siccità si estende alla Germania, dove il livello del fiume Reno ha raggiunto i minimi storici dalla fine di luglio. Il calo della portata d’acqua minaccia di bloccare la navigazione lungo la principale arteria fluviale nel cuore industriale del Paese. 

Sebbene le navi mercantili continuino al momento a viaggiare (pur con carichi ridotti e costi operativi più elevati), l’associazione per la navigazione interna Bdb ha lanciato un duro avvertimento.

Il direttore generale dell’associazione, Jens Schwanen, ha dichiarato che l’ulteriore calo previsto questa settimana presso la stazione idrometrica di Kaub rischia di paralizzare i trasporti: “Con livelli dell’acqua così bassi, il trasporto marittimo commerciale non sarà più in grado di trasportare merci nella regione. In linea di principio, ciò significa che il Reno non è più navigabile in modo continuo e quindi diviso in due”. 

Se la navigazione rimarrà consentita nei Paesi Bassi, in Germania fino a Colonia e su diversi affluenti meridionali, gran parte del tratto centrale rischia l’inaccessibilità. Una portavoce dell’agenzia federale Wsv ha confermato che si attende un ulteriore calo dei livelli, precisando che non saranno imposti divieti formali, ma spetterà ai singoli comandanti valutare l’adeguamento dei carichi. Un portavoce del ministero dei Trasporti ha garantito che il governo sta “monitorando con molta attenzione se la situazione si evolverà come descritto in quello scenario”. 

La crisi del Reno rappresenta una grave minaccia per l’apparato industriale tedesco, già messo a dura prova dall’aumento dei costi energetici legato al conflitto con l’Iran e dai dazi commerciali statunitensi. Colossi produttivi come l’acciaieria Thyssenkrupp e il gruppo chimico BASF si sono già visti costretti a impiegare imbarcazioni speciali a basso pescaggio per garantire il flusso di materie prime e prodotti finiti. 

Di fronte al rischio di un blocco delle forniture, il governo del cancelliere Friedrich Merz sta valutando misure straordinarie di sostegno per le aziende dei settori chimico e petrolifero. Tra i primi interventi concordati con alcuni Länder figura la revoca temporanea del divieto di circolazione domenicale e festivo per i mezzi di trasporto merci su strada, così da compensare la perdita di capacità del trasporto fluviale.