Dopo oltre vent’anni trascorsi lontano da Ingham, tra Brisbane, il Medio Oriente e la Sunshine Coast, Peter Motti ha scelto di tornare nella cittadina del North Queensland dove la sua famiglia vive da quattro generazioni. Un ritorno alle origini, ma anche una scelta professionale che racconta come oggi sia possibile costruire una carriera di alto livello anche nell’Australia regionale.

La storia australiana della famiglia Motti comincia nei primi anni ‘20, quando il bisnonno Enrico lasciò Ponte in Valtellina, in provincia di Sondrio, per lavorare nell’industria dello zucchero a Ingham. In seguito acquistò una piccola fattoria, ampliata dalle generazioni successive e nella quale Peter è cresciuto. Le sue origini italiane comprendono anche Piemonte e Sardegna da parte paterna e la Puglia da parte materna: sua madre è stata la prima della famiglia a nascere in Australia.

Crescere a Ingham significava vivere in una delle comunità italiane più radicate del Queensland. “Durante la mia infanzia, la maggior parte della popolazione del distretto era d’origine italiana”, racconta Motti. La conoscenza dei sacrifici affrontati dalle generazioni precedenti ha influenzato anche il suo modo di affrontare la vita e la carriera, insegnandogli a guardare le difficoltà da una prospettiva più ampia. Dopo la laurea in Economics e Law alla James Cook University, Motti si trasferì a Brisbane, lavorando come corporate lawyer. Successivamente trascorse sei anni a Doha, in Qatar, in uno studio internazionale. Rientrato in Australia nel 2020, ha vissuto tra Sunshine Coast e Brisbane fino alla decisione, presa quest’anno insieme alla moglie, di tornare a Ingham e aprire un proprio studio legale.

Una scelta che non ha significato rinunciare alle opportunità professionali. Il suo lavoro richiede relativamente pochi incontri in presenza e Motti può quindi continuare a sviluppare da Ingham uno studio di diritto societario e commerciale rivolta a clienti in tutto il Queensland.
Per lui, l’Australia regionale continua infatti a offrire opportunità anche alle nuove generazioni di professionisti. Curiosità, formazione continua, capacità di comprendere i clienti e offrire loro valore, sostiene, contano più del luogo in cui si decide di vivere Il ritorno ha anche un significato personale. Dopo 22 anni lontano da Ingham, ammette, “è come se non me ne fossi mai andato”.

La storia della sua famiglia racchiude infine una parte importante dell’evoluzione della comunità italo-australiana. Motti pensa spesso al nonno, oggi 93enne, che durante la Seconda guerra mondiale vide amici e vicini italiani essere internati. 
Oggi vive in uno Stato il cui premier è figlio di immigrati italiani e originario proprio di Ingham, e in un paese guidato da un primo ministro di origini italiane. Per Motti, una trasformazione avvenuta nell’arco di una sola vita e resa possibile anche dal lavoro e dai sacrifici delle generazioni di italiani arrivate in Australia nel secolo scorso.

Quasi un secolo dopo l’arrivo del bisnonno Enrico nelle piantagioni di canna da zucchero, il ritorno di Peter Motti a Ingham chiude idealmente il cerchio: una nuova generazione che può scegliere di tornare nel luogo da cui tutto era cominciato, senza rinunciare alle proprie ambizioni. Una storia profondamente legata all’esperienza italo-australiana, ma anche un esempio di come il concetto di successo stia cambiando: non necessariamente andare sempre più lontano, ma poter scegliere dove costruire la propria vita.