WASHINGTON – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver discusso con il presidente russo Vladimir Putin la possibilità di una tregua nel conflitto in Ucraina, durante una telefonata durata oltre un’ora e mezza.

“Abbiamo avuto una buona conversazione”, ha detto Trump parlando ai giornalisti nello Studio Ovale, spiegando di aver proposto “una piccola tregua” nel tentativo di ridurre le ostilità. Secondo il presidente americano, Putin potrebbe prendere in considerazione l’idea.

Dal Cremlino è arrivata una conferma parziale: il consigliere Yuri Ushakov ha riferito che Putin ha avanzato la proposta di un cessate il fuoco temporaneo in occasione del 9 maggio, data simbolica per la Russia che celebra la vittoria sovietica nella Seconda guerra mondiale. Trump avrebbe reagito positivamente all’ipotesi.

Non è la prima volta che Mosca propone una pausa limitata. Una tregua annunciata lo scorso anno, della durata di tre giorni, non aveva ricevuto l’adesione dell’Ucraina e non aveva prodotto effetti duraturi.

Durante il colloquio, Putin avrebbe anche offerto collaborazione sul dossier nucleare iraniano, tema centrale nelle tensioni internazionali. Trump ha però chiarito la propria priorità: “Preferisco che tu ti occupi della guerra in Ucraina. Prima voglio che finisca quella”.

Nonostante il riavvicinamento diplomatico, la situazione sul terreno resta instabile. Nelle ultime ore, tre persone sono morte nella regione russa di Belgorod a seguito di un attacco attribuito a Kiev, mentre otto sono rimaste ferite dopo che un autobus è stato colpito vicino al confine.

Parallelamente, l’Ucraina ha intensificato le operazioni in profondità nel territorio russo. Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato un attacco con droni contro una stazione di pompaggio petrolifero nei pressi di Perm, a oltre 1.500 chilometri dal confine. “Continueremo ad aumentare la portata delle nostre operazioni”, ha dichiarato.

Il contrasto tra aperture diplomatiche e azioni militari evidenzia la distanza tra le parti. Da un lato, Washington e Mosca parlano di possibili intese; dall’altro, il conflitto continua a espandersi sia lungo il fronte sia nelle retrovie.

L’ipotesi di una tregua limitata resta sul tavolo, ma senza un accordo condiviso con Kiev appare difficile che possa tradursi in una pausa reale delle ostilità.