KIEV - Perdere il contatto con un drone in pieno svolgimento operativo è l’incubo di qualunque pilota, specialmente in un contesto bellico ad alta intensità.
È quanto accaduto la notte scorsa al fronte, quando le Forze armate ucraine sono state costrette ad abortire diverse missioni aeree a causa dell’improvvisa introduzione di restrizioni sulla connettività dei terminali satellitari Starlink, divenuti negli anni un’infrastruttura fondamentale nella resistenza contro l’invasione russa.
Secondo Serhiy Beskrestnov, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky per le questioni tecnologiche, la limitazione è stata applicata da SpaceX senza alcun preavviso a Kiev, e le autorità stanno ancora valutando la reale portata dei suoi impatti operativi.
Fonti militari ucraine hanno chiarito che le restrizioni non toccano l’intera rete, ma riguardano nello specifico il pacchetto di servizi militari “Starshield”, che impiega terminali e collegamenti compatibili con vettori che viaggiano ad alte velocità.
La testata Ukrayinska Pravda ha spiegato che i terminali Starlink convenzionali risultano insufficienti per missioni che richiedono collegamenti satellitari durante voli ad alta velocità; per queste esigenze Kiev impiega appunto “Starshield”, a cui sarebbe stato ora imposto un tetto massimo di velocità pari a 160 km/h.
Dal campo sono giunte tuttavia segnalazioni di interruzioni del servizio già a velocità comprese tra i 60 e i 70 km/h. I tecnici precisano che la restrizione riguarda la velocità di spostamento del terminale (o del mezzo su cui è installato) e non la velocità di trasmissione dei dati Internet.
L’infrastruttura di Elon Musk viene utilizzata dall’inizio dell’invasione nel febbraio 2022 per una molteplicità di scopi strategici: mantenere i collegamenti tra le unità di combattimento e i comandi, trasmettere dati tattici raccolti sul campo, garantire la logistica e le comunicazioni dove le reti convenzionali sono distrutte, e collegare i droni da ricognizione e d’attacco ai rispettivi piloti per la trasmissione dati e il controllo a distanza.
Gli abbonamenti utilizzati in Ucraina sono finanziati dalla Polonia, che ha anche acquistato e fornito migliaia di terminali; per questo motivo, il ministro degli Esteri di Varsavia, Radosław Sikorski, ha apertamente contestato la decisione di Musk.
L’elemento decisivo di Starlink risiede nella sua relativa resistenza ai tentativi di disturbo elettronico, sebbene il sistema non sia del tutto immune da interferenze o vincoli tecnici. La profonda dipendenza dell’esercito ucraino da questa rete commerciale privata statunitense evidenzia una vulnerabilità strategica e politica, accentuata dai frequenti cambi di posizione sul conflitto espressi da Musk dal 2022 a oggi.
Rimane ancora incerto come la limitazione venga attuata da SpaceX sotto il profilo tecnico e se si applichi in modo uniforme a tutte le configurazioni. L’analista militare della Bbc Ilya Abishev sottolinea che, qualora la soglia di 160 km/h venisse confermata, ad andare in sofferenza sarebbero soprattutto i droni aerei a medio raggio impiegati dagli ucraini per colpire le retrovie russe nei territori occupati, i quali si affidano al satellite per il pilotaggio da remoto.
“Se un terminale di bordo perde la connessione mentre il mezzo è in movimento, l’operatore potrebbe perdere il collegamento di controllo diretto, il flusso video e la trasmissione dati”, avverte Abishev. Le conseguenze variano a seconda dei modelli: alcuni velivoli possono proseguire il volo lungo una rotta pre-programmata, mentre altri sono costretti a interrompere la missione.
In linea teorica, le restrizioni potrebbero compromettere anche il controllo dei droni a corto raggio operanti sulla linea del fronte e dei droni intercettori, a seconda delle velocità raggiunte, dei sistemi impiegati e dei canali di comunicazione di riserva disponibili. Al contrario, i droni a lungo raggio utilizzati per gli attacchi in profondità all’interno del territorio russo non si affidano a Starlink, dal momento che il servizio non è operativo all’interno dei confini della Russia.
Le ragioni ufficiali che hanno spinto SpaceX ad applicare le restrizioni non sono state ancora accertate. L’episodio giunge tuttavia in una fase di forte pressione diplomatica da parte di Washington, che sta spingendo Kiev a sospendere gli attacchi contro le raffinerie petrolifere russe.