SYDNEY –  Per Isabella Gattellari (nella foto a destra), studentessa dell’ultimo anno alla Bossley Park High School di Western Sydney, la cultura italiana non è soltanto un’eredità familiare, ma una presenza quotidiana fatta di lingua, ricette, musica e legami profondi.

È da questa esperienza personale che nasce il suo PIP - Personal Interest Project, un lavoro di ricerca condotto nell’ambito degli studi del corso di Society and Culture, in cui la studentessa approfondisce l’identità italiana, la sua conservazione e l’influenza che ha esercitato sulla società australiana.

Quando è stato il momento di scegliere l’argomento per il suo progetto, Isabella non ha avuto dubbi sulla direzione da seguire. Figlia di padre italo-australiano e madre australiana, è cresciuta in una famiglia molto unita e ha sempre nutrito una forte curiosità per le proprie origini.

“Sono molto legata alla famiglia di mio padre e mi sono sempre interessate la cultura italiana, la lingua e le tradizioni”, racconta. Da qui la decisione di indagare come i migranti arrivati in Australia nel secondo dopoguerra siano riusciti a preservare la propria identità e, allo stesso tempo, a trasformare il Paese che li aveva accolti.

“Mi interessava sapere in che modo gli italiani arrivati negli anni Cinquanta avessero mantenuto la loro identità culturale e come quelle tradizioni fossero diventate così visibili nella società australiana”.

Il tema è strettamente legato anche alla storia della sua famiglia: i nonni paterni sono arrivati in Australia dalla Calabria dopo la guerra. Sebbene suo padre appartenga alla seconda generazione e sia nato in Australia, le differenze tra l’esperienza vissuta dal genitore e la sua, sono state una delle principali fonti di ispirazione per il progetto.

“Mio padre mi ha raccontato quanto fosse diverso crescere da figlio di immigrati ai suoi tempi. Spesso si sentiva isolato e un po’ estraneo, mentre per me è stato completamente diverso”. Isabella non ha mai percepito le proprie origini come un elemento da nascondere, al contrario, si dice orgogliosa della propria identità italiana e di averla sempre vissuta come una ricchezza.

Il senso di appartenenza è rafforzato da una quotidianità familiare che conserva molti tratti della tradizione. Gran parte dei parenti vive nella stessa strada e condivide un grande spazio all’aperto. Zii, cugini e nonni l’hanno accompagnata fin dall’infanzia, creando una rete di affetti per lei molto importanti. “Siamo tutti vicinissimi e siamo cresciuti praticamente insieme.

I miei cugini sono come i miei migliori amici”, racconta. Nei suoi ricordi ci sono i pasti condivisi, la pasta, la preparazione della salsa di pomodoro e l’orto di famiglia. Gesti ordinari che diventano strumenti attraverso i quali la cultura viene trasmessa da una generazione all’altra.

Un altro elemento centrale del suo percorso è la lingua, che ora studia attraverso le lezioni a distanza della NSW School of Languages. Inizialmente era preoccupata all’idea di studiare formalmente l’italiano, visto che in casa spesso si mescolava con il dialetto, ma “è stato molto più facile di quanto immaginassi - assicura -. Pensavo di dover imparare una lingua completamente nuova, ma andando avanti mi sono accorta che molte cose erano già dentro di me”.

Per il suo progetto Isabella ha cercato di raccogliere punti di vista diversi. Ha diviso la ricerca in due grandi aree: da una parte il cibo e le bevande, dall’altra la lingua e la musica. Ha quindi intervistato rappresentanti di realtà molto differenti, tra cui il Club Marconi, Crostoli King, il gruppo jazz italiano According to Us e Il Globo.

Le testimonianze le hanno permesso di osservare come la cultura italiana sia stata conservata non soltanto all’interno delle case, ma anche attraverso associazioni, locali, attività imprenditoriali, gruppi musicali e nuovi mezzi di comunicazione.

Il lavoro di Isabella racconta soprattutto il cambiamento vissuto dalla comunità italo-australiana.

Se le generazioni precedenti hanno spesso dovuto affrontare discriminazione, isolamento e il timore di mostrare le proprie differenze, oggi quelle stesse radici vengono celebrate con orgoglio. Il cibo italiano è entrato nelle abitudini quotidiane, la lingua continua a essere studiata e la cultura viene riscoperta anche dai giovani nati in Australia.