Domenica scorsa la chiesa di St John the Apostle, a Narraweena, ha ospitato la festa annuale del Santissimo Salvatore, organizzata come ogni anno dall’Associazione SS. Salvatore di Pazzano.
La giornata è cominciata con la messa celebrata da padre Savino Bernardi e accompagnata dal canto del Coro Marconi. Al termine della funzione il presidente Claude Pascuzzo ha ringraziato quanti hanno reso possibile l’appuntamento: i fedeli, i volontari, il comitato e gli sponsor. Un ringraziamento particolare è andato alle associazioni intervenute: S. Antonio da Padova, SS. Crocifisso di Grotteria, Federazione Cattolica Italiana di Dee Why, Madonna della Quercia di Dee Why, Confraternita S. Caterina d’Alessandria di Sydney, Associazione Maria SS. Mamma Nostra e Associazione Madonna di Fatima di Dee Why.
Pazzano è un borgo di poche centinaia di abitanti nella vallata dello Stilaro, in provincia di Reggio Calabria. La festa patronale è quella di San Giuseppe, il 19 marzo, ma è il Santissimo Salvatore a richiamare ogni anno il maggior numero di persone: tre giorni di celebrazioni che cadono nel primo fine settimana dopo il 5 agosto, quest’anno fino a domenica 9. La devozione ruota attorno a una statua lignea di cui a lungo si era persa l’origine, attribuita solo dopo un restauro eseguito negli anni Ottanta al maestro serrese Vincenzo Scrivo, che la scolpì nel 1797. L’appuntamento di Narraweena cade una settimana prima di quello calabrese.
Il legame fra i due paesi passa anche attraverso una scultura. Pazzano ha visto partire i suoi abitanti in ondate successive, dopo la chiusura delle miniere di ferro che per secoli ne avevano scandito l’economia, e molti di loro si sono fermati proprio qui, fra Brookvale e Narraweena, dove hanno acquistato terreni e costruito case. Negli anni Novanta il parroco di Pazzano inviò in dono ai compaesani di Sydney un dipinto della statua. Da lì nacque l’idea di fare un passo in più: gli emigrati si costituirono in comitato, raccolsero i fondi e commissionarono una replica allo scultore Engelbert Piccolruaz. A dipingerla fu Salvatore Zofrea, tre volte vincitore del Sulman Prize. La statua venne inaugurata a St John the Apostle il 25 maggio, alla fine degli anni Novanta.
È attorno a quella replica che il comitato continua a riunire la comunità. Le famiglie dei pazzanesi arrivati nel dopoguerra e, insieme a loro, figli e nipoti nati in Australia, per i quali il paese d’origine è più una parola raccontata che un luogo attraversato. Mantenere inalterato quel rapporto con la terra d’origine è, da sempre, l’obiettivo dichiarato della festa. Fra i presenti anche Rocco Coniglio, socio fondatore ed ex presidente dell’associazione. La festa si è conclusa con un rinfresco.