Nell’antica e bellissima chiesa neo-gotica di San Giovanni Battista, a Clifton Hill, tanto cara agli emigrati italiani degli anni ’50 e ’60, mercoledì 20 maggio si è svolto l’ultimo saluto a Pasquale ‘Peter’ Balassone, uno dei più rispettati leader della comunità italiana del Victoria. La chiesa era gremita come raramente si vede: non solo tutti i banchi occupati, ma anche file di sedie aggiuntive lungo le pareti e molte persone in piedi nel foyer. Non si trattava di una festività religiosa o di un evento sociale, ma del commosso omaggio a un uomo che ha lasciato un segno profondo nella vita comunitaria, sportiva e caritatevole di Melbourne.

Peter Balassone, 86 anni, era considerato da molti un vero “silent achiever”: un uomo concreto, generoso e instancabile. Chi ha avuto modo di lavorare con lui nei progetti dell’Unione Abruzzese di Melbourne ricorda il suo stile diretto, pratico e sempre orientato ai risultati. Alle riunioni non c’era spazio per inutili formalità: Peter arrivava preparato, con compiti già svolti e nuovi obiettivi da raggiungere. Grazie al suo impegno e alla sua vasta rete di amicizie, l’Unione Abruzzese riuscì a raccogliere importanti fondi per cause benefiche, dalla ricostruzione dopo il terremoto dell’Aquila alle campagne della National Heart Foundation.

Durante la funzione religiosa, il parroco padre Joseph Amal ha sottolineato come la grande partecipazione fosse la prova dell’affetto e del rispetto conquistati da Peter nel corso della sua vita: “La presenza di così tanti familiari, amici e collaboratori dimostra quanto fosse apprezzato da tutti”.

Molto toccante anche il ricordo del Brunswick Juventus Soccer Club, società alla quale Peter dedicò gran parte della sua vita. Michele Viscione de Il Globo lo ha definito “uno dei più grandi presidenti della storia del club”. Joe Sala, attuale presidente del Brunswick Juventus, ha ricordato la sua straordinaria capacità di ascoltare e aiutare gli altri: “Per Peter famiglia, lavoro e calcio erano le grandi passioni della vita”.

A raccontare con emozione la sua storia è stata la figlia Stefanie. Peter nacque a Sulmona il 2 dicembre 1939 da Alfonso e Concetta Balassone. Nel 1948 il padre emigrò in Australia e due anni dopo lo raggiunsero la moglie e i figli. Peter aveva solo 11 anni quando lasciò l’Abruzzo. La madre raccontava spesso che il giorno della partenza non riuscivano a trovarlo: era al campo sportivo per giocare un’ultima partita di calcio con gli amici del quartiere.

Arrivato in Australia, Peter frequentò la scuola cattolica di San Giuseppe a Collingwood e a soli 14 anni iniziò a lavorare come apprendista presso la H.A. Wills. Fu lì che il caporeparto decise di chiamarlo ‘Peter’, nome che lo accompagnerà per tutta la vita. Di giorno lavorava e la sera studiava al Collingwood Technical College per diventare meccanico specializzato. La sua determinazione e il suo amore per il lavoro lo portarono presto a qualificarsi come fitter and turner.

Parallelamente cresceva anche la sua passione per il calcio. Entrò giovanissimo nelle squadre del Juventus Under 19 e successivamente nelle formazioni senior del club. Il calcio restò sempre parte integrante della sua vita, prima come giocatore, poi come allenatore, dirigente e presidente.

Fu proprio negli anni della giovinezza che Peter si innamorò della concittadina Anna Maria Lucantoni. Dopo anni di fidanzamento, il 2 febbraio 1963 i due si sposarono proprio nella chiesa di San Giovanni Battista, la stessa dove oggi familiari e amici si sono riuniti per l’ultimo saluto. Nel 1966 Peter fondò la Eagle Tooling Consultants Design Services, prima di una lunga serie di attività imprenditoriali nel settore meccanico. Tre anni dopo nacque la BMH Engineering, azienda destinata a diventare una delle realtà più conosciute nel settore industriale locale. Nel 2019 la famiglia celebrò con orgoglio il 50esimo anniversario dell’azienda, frutto di sacrifici, duro lavoro e grande visione imprenditoriale.

Nonostante gli impegni professionali, Peter non smise mai di dedicarsi alla comunità. Fu presidente del Brunswick Juventus Soccer Club, della Coppa Italia e del Juventus Old Boys Club. Per oltre 14 anni guidò inoltre l’Unione Abruzzese di Melbourne, coordinando raccolte fondi per ospedali, ricerca sul cancro, demenza e altre importanti cause sociali.

Il suo impegno venne riconosciuto sia dall’Italia sia dall’Australia. Ricevette il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana, il Community Award del seggio di Menzies e nel 2016 la prestigiosa Coppa della Solidarietà. 

Nel ricordarlo, Stefanie ha descritto il padre come un uomo sempre pronto ad aiutare gli altri, capace di mettere famiglia, amici e comunità prima di sé stesso. “Il 7 maggio scorso mia madre ha perso il grande amore della sua vita, noi il nostro caro papà e i nipoti il loro amatissimo nonno”.

Con la scomparsa di Peter Balassone, la comunità italiana perde non solo un grande dirigente e imprenditore, ma soprattutto un uomo autentico, generoso e profondamente umano. Buon viaggio Peter, e grazie di tutto.