Il Consolato Generale d’Italia a Sydney ha celebrato l’80° anniversario della Festa della Repubblica con un ricevimento ufficiale tenutosi la scorsa settimana al Royal Motor Yacht Club of NSW. Il pomeriggio ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali d’alto profilo, esponenti della comunità italo-australiana e ospiti del corpo consolare del New South Wales.
Tra i presenti, la Governatrice del NSW, Margaret Beazley, ha tenuto un intervento che ha ripercorso con precisione storica e calore personale il significato del 2 giugno 1946. “Ottanta anni fa il popolo italiano e, per la prima volta su scala nazionale, anche le donne scelsero di vivere in una repubblica democratica”, ha detto Beazley, sottolineando come il referendum, con il 54% dei voti a favore della Repubblica, rappresentasse una scelta decisa, ancorché geograficamente divisa tra un Nord a trazione repubblicana e un Sud più legato alla monarchia, per ragioni di conservatorismo piuttosto che di nostalgia fascista.
La Governatrice ha poi tracciato un arco narrativo che dal 1946 arriva fino all’Australia contemporanea, passando per la Fiat 500, Cinecittà, la Vespa e i 370.000 italiani emigrati in Australia tra il 1945 e il 1972, seconda ondata migratoria dopo quella britannica. “Senza il contributo italiano, sarebbe difficile immaginare l’Australia moderna”, ha detto Beazley, citando, tra gli altri, il Primo ministro Anthony Albanese e l’ex Premier statale del New South Wales, Morris Iemma.
Il Console Generale, Gianluca Rubagotti, ha parlato alla sala con un doppio registro: prima in italiano, rivolgendosi ai connazionali, poi in inglese per il pubblico più ampio. Ha ricordato i progressi nei servizi consolari, tra cui le nuove procedure per il riacquisto della cittadinanza italiana e per la registrazione dei figli minori all’estero, e ha presentato il terzo capitolo di un percorso narrativo triennale: dopo la terra e il mare nel 2024, e il contributo culturale e ambientale nel 2025, il 2026 è dedicato all’aerospazio. Il filone celebrativo si concentra quest’anno sulle collaborazioni tra Italia e Australia nell’industria spaziale, un settore in cui la tecnologia e il know-how italiani stanno consolidando una presenza significativa in questa parte del mondo. La citazione finale è stata tratta da Seneca: “Non est ad astra mollis e terris via”, ovvero non c’è un cammino facile dalla Terra alle stelle.
Nicola Lener, Ambasciatore d’Italia, intervenuto da Canberra per l’occasione, ha collocato l’anniversario in una prospettiva più ampia. Ha ricordato che il referendum del 2 giugno 1946 fu preceduto dalle elezioni amministrative del 10 marzo dello stesso anno, primo voto in cui le donne italiane poterono partecipare sia come elettrici sia come candidate, con un’affluenza femminile dell’89% e oltre 2.000 donne elette nei consigli comunali. “Se oggi l’Italia ha una Presidente del Consiglio, e tra i leader del G7 la più longeva in carica, lo dobbiamo anche a quel voto storico di ottant’anni fa”, ha detto Lener. L’Ambasciatore ha poi rivolto un messaggio diretto agli italiani presenti: non più solo una comunità italiana in Australia, ma una componente fondante dell’identità e della prosperità australiana. “Per le istituzioni italiane resterete sempre italiani, ma siete anche, e con legittimo orgoglio, parte dell’Australia”, ha concluso, prima del tradizionale “Viva la Repubblica Italiana, viva l’Australia, viva gli italiani in Australia”.
A fare da cornice alla serata, un’esposizione allestita negli spazi del Royal Motor Yacht Club dedicata alle collaborazioni tra Italia e Australia nel settore aerospaziale. Il progetto è stato realizzato con il coinvolgimento dell’addetto scientifico dell’Ambasciata d’Italia a Canberra, a testimonianza di un impegno istituzionale che va oltre la celebrazione e guarda alle prospettive concrete di una partnership tecnologica bilaterale.
L’evento è stato arricchito dall’esibizione della soprano Chelsea Burns, accompagnata dal violoncellista Massimo Bertucci per l’esecuzione degli inni nazionali italiano e australiano.
Il ricevimento ha confermato la vivacità e la solidità delle relazioni tra Italia e Australia, sul piano istituzionale, economico e culturale. Ottant’anni dopo il referendum che diede vita alla Prima Repubblica, la comunità italo-australiana del New South Wales ha celebrato non solo una ricorrenza storica, ma una presenza viva, radicata e proiettata verso il futuro.