Per anni è rimasta lì, quasi invisibile. Una piccola struttura in pietra arenaria, nascosta tra la vegetazione e circondata dallo sviluppo urbano della Macquarie University. Oggi, però, quella che viene descritta come stone building now in ruins è al centro di una riscoperta storica che riporta alla luce una parte significativa della presenza italiana nell’area di Ryde.

La costruzione è attribuita a Bortolo Ricetti, migrante italiano arrivato in Australia nel 1900 e proprietario del terreno dal 1930. Le evidenze disponibili, incluse fotografie aeree del 1943, confermano la presenza dell’edificio già nei primi decenni del Novecento, in un’epoca in cui la zona era caratterizzata da attività agricole diffuse. Nel 1934, il Sydney Morning Herald riportò che Ricetti fu multato per la presenza di un alambicco illegale sul terreno su cui sorge il cottage. Ricetti svolgeva attività agricole e fu coinvolto in un procedimento legale per il possesso di alcolici all’epoca proibiti.

Nel corso del tempo, la struttura è stata abbandonata e ha subito un progressivo deterioramento, fino a diventare un elemento quasi dimenticato del paesaggio locale. Solo recentemente, grazie al lavoro di ricerca confluito nella pubblicazione A One-Way Ticket - Italian Migrants of Ryde, curata da Angelina Bonifacio, il sito è stato oggetto di una ricostruzione storica più approfondita.

Il progetto ha contribuito a riportare l’attenzione sul ruolo delle comunità italiane nello sviluppo agricolo della zona tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, quando numerosi migranti lavoravano nei cosidetti market gardens del distretto.

A seguito di queste ricerche, la Macquarie University ha installato segnaletica informativa e una recinzione attorno al sito. La scorsa settimana, all’evento d’inaugurazione della segnaletica dedicata al sito erano presenti rappresentanti istituzionali ed esponenti della comunità. Durante l’inaugurazione, il sindaco di Ryde, Trenton Brown, ha sottolineato l’importanza del lavoro di documentazione storica, ricordando anche come, da bambino, si fosse lui stesso interrogato sul significato di quella struttura.

Oggi, quella che per decenni è stata solo una presenza silenziosa emerge come una rara testimonianza materiale del passato agricolo e migratorio della zona. Un frammento di storia locale che consente di rileggere il territorio oltre l’attuale paesaggio urbano, restituendo visibilità a una comunità che ha contribuito in modo significativo alla sua trasformazione.