BAGHDAD – L’Iran ha rivolto un appello diretto agli elettori statunitensi affinché estromettano dal Congresso gli alleati del presidente Donald Trump, proprio mentre le ultime forze americane si preparano a lasciare le basi ancora operative in Iraq, una partenza che Teheran presenta come una vittoria politica e strategica.
In una lettera di 26 pagine pubblicata ieri (ora locale), l’Islamic Revolutionary Guard Corps ha invitato gli americani a usare il proprio peso politico per rimuovere gli attuali leader, respingere il sostegno degli Stati Uniti a Israele e opporsi agli interventi militari all’estero.
“Rimuovete dal potere i politici malvagi, ingannevoli e violenti responsabili dell’attuale condizione dell’America”, si legge nel documento, che invita inoltre gli elettori a far capire alla classe politica statunitense che “il mondo è cambiato”.
L’appello difficilmente avrà un impatto diretto sull’elettorato americano, ma richiama alcuni dei temi che pesano sul Partito repubblicano in vista delle elezioni congressuali del 3 novembre.
Trump aveva fatto campagna nel 2024 promettendo di evitare nuove guerre, porre fine ai conflitti esistenti e ridurre l’inflazione. La guerra contro l’Iran, avviata insieme a Israele, ha invece contribuito all’aumento dei prezzi globali dell’energia e all’allargamento delle ostilità in Medio Oriente.
Un sondaggio Reuters/Ipsos pubblicato il 21 settembre indicava che appena il 17 per cento degli intervistati approvava la gestione del costo della vita da parte del presidente, mentre il 34 per cento sosteneva gli attacchi contro l’Iran.
Il ritiro finale delle forze statunitensi dall’Iraq, concordato nel 2024 sotto la presidenza di Joe Biden, si compie 23 anni dopo l’invasione che rovesciò Saddam Hussein e contribuì a una lunga fase di instabilità culminata anche nell’ascesa dello Stato Islamico.
Teheran ritiene la partenza americana una vittoria del proprio “asse della resistenza”, formato da gruppi alleati nella regione, e ribadisce che il proprio obiettivo strategico resta l’uscita delle forze statunitensi dall’intero Medio Oriente.
Parallelamente, il Qatar continua a svolgere un ruolo di mediazione tra Washington e Teheran. Funzionari statunitensi e iraniani hanno avuto colloqui separati con mediatori qatarioti, nel tentativo di costruire una base comune per un accordo capace di fermare sette mesi di guerra.
Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha confermato lo scambio di messaggi tra le parti con l’obiettivo di evitare ulteriori conseguenze regionali.
Trump ha intanto ribadito che l’Iran non deve ottenere armi nucleari e ha previsto una rapida conclusione del conflitto.
“Non so se si arrenderanno già adesso, ma si arrenderanno”, ha dichiarato martedì.
Teheran continua però a respingere l’accusa di voler costruire armi atomiche e sostiene di avere diritto allo sviluppo della tecnologia nucleare per scopi pacifici nell’ambito del Trattato di non proliferazione.