BOSTON – Una giudice federale ha bloccato giovedì (questa mattina AEST) l’applicazione delle parti centrali delle nuove regole con cui lo U.S. Postal Service intendeva irrigidire le procedure per il voto per posta in vista delle elezioni congressuali di novembre.
La giudice Indira Talwani ha emesso un provvedimento cautelare temporaneo su richiesta di Stati guidati dai Democratici e di organizzazioni per i diritti elettorali, dopo che una decisione della Corte Suprema aveva consentito all’amministrazione Trump di superare precedenti ingiunzioni contro il piano.
La nuova disciplina dell’USPS era entrata in vigore mercoledì.
Secondo Talwani, le norme rischiano di impedire a molti cittadini di votare per corrispondenza, perché obbligano gli Stati a ottenere l’approvazione del servizio postale per le buste utilizzate e a caricare dati relativi a ogni elettore in un portale elettronico gestito dall’agenzia.
La giudice ha osservato che l’USPS non ha presentato prove di frodi nel voto postale tali da giustificare queste misure.
Ha inoltre ritenuto probabile che il sistema violi la Costituzione, che attribuisce agli Stati un ruolo centrale nell’amministrazione delle elezioni.
“L’interesse dell’USPS nel correggere un problema non dimostrato tramite mezzi probabilmente incostituzionali è ampiamente superato dal rischio di una diffusa esclusione dal voto di cittadini che hanno bisogno delle schede postali per poter partecipare”, ha scritto Talwani.
Il provvedimento resterà in vigore per 14 giorni, mentre il tribunale valuterà se trasformarlo in un’ingiunzione preliminare di durata maggiore.
Una nuova udienza è fissata per il 3 settembre.
Le organizzazioni promotrici del ricorso hanno accolto la decisione come un freno a quello che definiscono un tentativo illegittimo di estendere i poteri federali.
Sophia Lin Lakin, legale dell’American Civil Liberties Union, ha sostenuto che il blocco evita “caos e confusione” per milioni di elettori che dipendono dal voto per posta.
La Casa Bianca e l’USPS non hanno commentato nell’immediato.
Le nuove regole derivano da un ordine esecutivo firmato da Trump a marzo.
In base al sistema previsto, gli Stati dovrebbero fornire all’USPS gli elenchi degli elettori autorizzati a votare per corrispondenza e tutte le buste, sia in uscita sia di ritorno, dovrebbero contenere codici a barre univoci.
Il servizio postale potrebbe rifiutarsi di consegnare le schede non conformi oppure associate a persone assenti dagli elenchi trasmessi dagli Stati.
Tutti i 50 Stati consentono qualche forma di voto postale. Ventinove permettono di richiederlo senza fornire una motivazione, mentre otto svolgono interamente le elezioni per corrispondenza.
Nel 2024 l’USPS aveva gestito quasi 100 milioni di schede e circa il 30 per cento degli elettori americani ha votato per posta.
Gli Stati ricorrenti sostengono che le nuove disposizioni li costringerebbero, a poche settimane dal voto, a comprare nuove buste e attrezzature, creare sistemi informatici e formare il personale, aumentando il rischio che alcuni elettori non riescano a far conteggiare il proprio voto.