NEW YORK – Stati Uniti e Iran hanno avviato nuovi contatti separati con i mediatori nel tentativo di porre fine a sette mesi di guerra, dopo il fallimento di due precedenti cessate il fuoco concordati in aprile e giugno.

Gli eventuali prossimi colloqui dovrebbero concentrarsi su una versione modificata della proposta in sette giorni presentata da Teheran la scorsa settimana a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Il conflitto era iniziato alla fine di febbraio con gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran e ha causato migliaia di morti, oltre a pesanti ripercussioni sui mercati globali per le difficoltà alla navigazione lungo le principali rotte petrolifere.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, rimasto a New York dopo l’Assemblea generale, ha dichiarato che Teheran attende la risposta americana alle ultime proposte di cessate il fuoco e alle condizioni poste per ripristinare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

“Se gli americani sostengono di cercare un accordo o una soluzione pacifica, noi quella soluzione l’abbiamo presentata”, ha affermato Araqchi.

Il piano iraniano prevede la cessazione delle ostilità in Iran e nel Libano, lo sblocco di miliardi di dollari di beni iraniani, la revoca delle sanzioni sul petrolio e la fine del blocco statunitense dei porti iraniani.

In cambio, Teheran consentirebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz, una delle rotte più importanti per il trasporto del petrolio, e riprenderebbe i negoziati sul proprio programma nucleare e sull’uranio altamente arricchito.

Il presidente Donald Trump aveva dichiarato sabato di avere respinto la proposta, sostenendo che l’Iran cercasse un accordo rapido a causa delle forti difficoltà economiche. Il giorno successivo aveva però indicato la possibilità di ulteriori colloqui nel corso della settimana.

Ieri (ora locale) Trump ha confermato che funzionari statunitensi hanno parlato separatamente con i mediatori, senza fornire ulteriori dettagli.

Araqchi ha ribadito che, dal punto di vista iraniano, non è ancora arrivato un rifiuto formale attraverso i mediatori e che Teheran attende una posizione definitiva di Washington prima di decidere i prossimi passi.

Le condizioni iraniane, ha aggiunto, restano vincolanti per qualsiasi riapertura dello Stretto di Hormuz, mentre soltanto una soluzione negoziata potrebbe superare l’attuale impasse.