Dolore al gomito dopo una giornata di lavoro, formicolii alla mano durante la notte, un polso che fa male quando si usa il mouse o una rigidità delle dita al mattino. Sono disturbi molto comuni e, nella maggior parte dei casi, non sono il segnale di una malattia grave. Tuttavia, possono diventare fastidiosi e limitare gesti quotidiani apparentemente semplici, come aprire un barattolo, scrivere, guidare o sollevare una borsa. Gomito, polso e mano sono strutture complesse, nelle quali ossa, articolazioni, tendini, muscoli e nervi lavorano insieme. Proprio per questo, le cause del dolore possono essere diverse.
Uno dei disturbi più conosciuti è il cosiddetto ‘gomito del tennista’, o epicondilite. Il nome può trarre in inganno: non riguarda soltanto chi pratica tennis. Può comparire anche in chi svolge attività ripetitive con il braccio e la mano, dal lavoro manuale all’uso prolungato del computer. Il dolore si avverte generalmente nella parte esterna del gomito e può aumentare quando si afferrano oggetti, si stringe la mano o si compiono movimenti ripetuti del polso. Un problema simile, ma localizzato nella parte interna del gomito, è il cosiddetto ‘gomito del golfista’. In molti casi il disturbo è legato a un sovraccarico dei tendini. Riposo relativo, modifica delle attività che provocano dolore ed esercizi mirati possono essere utili; quando il problema persiste, è opportuno rivolgersi al medico o a un fisioterapista. Un’altra causa frequente di dolore al gomito è l’artrosi, più comune con l’avanzare dell’età. L’articolazione può diventare rigida e dolorosa, soprattutto dopo periodi di inattività.
Il polso è sottoposto continuamente a sollecitazioni. Scrivere sulla tastiera, utilizzare lo smartphone, cucinare, fare sport o svolgere lavori manuali significa compiere centinaia di movimenti ogni giorno. Tra i problemi più frequenti c’è la ‘sindrome del tunnel carpale’, dovuta alla compressione del nervo mediano mentre attraversa uno stretto passaggio situato nel polso. I sintomi caratteristici sono formicolio, intorpidimento e talvolta dolore alla mano, soprattutto al pollice, all’indice, al medio e a parte dell’anulare. Spesso i disturbi sono più evidenti durante la notte. Non tutti i formicolii, però, indicano necessariamente un tunnel carpale. Anche problemi a carico dei nervi che partono dal collo possono provocare sintomi simili. Per questo, quando il disturbo è persistente o tende a peggiorare, è consigliabile una valutazione medica. Il polso può inoltre essere interessato da tendiniti e tenosinoviti, cioè infiammazioni o irritazioni dei tendini e delle loro guaine. Sono frequenti dopo attività ripetitive e possono causare dolore durante determinati movimenti.
Le mani sono forse la parte più utilizzata degli arti superiori. Non sorprende quindi che siano frequentemente interessate da dolore e rigidità. Uno dei disturbi più comuni è l’artrosi della mano, che può colpire soprattutto le articolazioni delle dita e quella alla base del pollice. Il dolore può accompagnarsi a rigidità, difficoltà nei movimenti e, nel tempo, a modificazioni della forma delle articolazioni. Un problema molto diverso è il dito a scatto. In questo caso un tendine incontra difficoltà nello scorrere normalmente e il dito può bloccarsi temporaneamente in posizione piegata, per poi “scattare” quando viene raddrizzato. Talvolta è presente dolore alla base del dito. Anche un semplice trauma può provocare conseguenze importanti. Una caduta sulla mano può causare una distorsione, una lussazione o una frattura. Gonfiore, deformità, dolore intenso o difficoltà a muovere un dito dopo un trauma meritano una valutazione medica.
Un aspetto importante è che il punto in cui avvertiamo il dolore non sempre coincide con la sua origine. Un nervo compresso a livello del collo, per esempio, può provocare dolore, formicolio o debolezza lungo il braccio fino alla mano. Anche per questo motivo è rischioso affidarsi esclusivamente all’autodiagnosi. La durata dei sintomi, il tipo di dolore, le attività che lo provocano e la presenza di altri disturbi sono elementi che aiutano il medico a individuare la causa.
Non esiste una prevenzione capace di evitare tutti i disturbi degli arti superiori, ma alcune semplici abitudini possono ridurre il rischio di sovraccarico. È utile alternare le attività, evitare per quanto possibile di mantenere a lungo la stessa posizione e concedersi brevi pause durante il lavoro ripetitivo. Anche una postazione di lavoro ben organizzata può aiutare: tastiera e mouse dovrebbero essere utilizzati senza mantenere il polso in posizioni forzate. L’attività fisica regolare, inoltre, contribuisce a mantenere muscoli e articolazioni efficienti. Quando si riprende uno sport o un’attività manuale dopo una lunga pausa, è preferibile aumentare gradualmente intensità e durata.
Un dolore occasionale, comparso dopo uno sforzo insolito e destinato a ridursi rapidamente, spesso non richiede particolari interventi. La situazione cambia quando il dolore dura a lungo, si ripresenta frequentemente o limita le normali attività. È opportuno rivolgersi a un professionista anche in presenza di formicolii o perdita di sensibilità persistenti, debolezza della mano o del braccio, gonfiore importante, deformità o dolore intenso dopo un trauma. In generale, prima si identifica la causa di un disturbo e più facilmente si può impostare il trattamento appropriato. Evitare di ignorare un dolore che continua nel tempo, ma anche evitare di allarmarsi per ogni piccolo fastidio, è probabilmente il modo migliore per prendersi cura di gomito, polso e mano. Gli arti superiori ci accompagnano in quasi ogni gesto della giornata. Ascoltarne i segnali, alternare attività e riposo e non trascurare i disturbi persistenti sono semplici accorgimenti che possono aiutare a mantenerli efficienti e a lungo al nostro servizio.