Chi avrebbe immaginato che uno dei giochi più semplici fosse nato, almeno in parte, da una torta? Eppure la storia del frisbee comincia proprio così, tra una pasticceria americana e un gruppo di studenti con una curiosa passione per i lanci. Alla fine dell’Ottocento, negli Stati Uniti, le torte prodotte dalla Frisbie Pie Company venivano vendute dentro semplici recipienti metallici rotondi. Una volta svuotati, quei contenitori diventavano irresistibili per i ragazzi della zona: potevano essere lanciati e fatti volare per qualche metro, prima di essere afferrati al volo. Il gioco era così diffuso che il nome della pasticceria finì per diventare, con una piccola trasformazione, sinonimo di quel curioso oggetto volante. Bisognerà però aspettare il Novecento perché il disco volante diventi un vero prodotto commerciale.

Negli anni Quaranta, alcuni appassionati cominciarono a sperimentare dischi di plastica più leggeri e resistenti. Uno di loro capì che quell’oggetto aveva qualcosa di speciale: se lanciato con il giusto movimento del polso, poteva restare in aria a lungo e seguire traiettorie sorprendenti. Il disco cominciò così a uscire dai cortili e dalle spiagge per diventare un giocattolo vero e proprio. Il nome che tutti conosciamo arrivò poco dopo, quando un’azienda decise di trasformare quell’invenzione in un prodotto destinato al grande pubblico. Il successo fu rapidissimo. Il frisbee era economico, non richiedeva attrezzature particolari e poteva essere utilizzato praticamente ovunque: in un prato, sulla spiaggia, in un parco o persino nel giardino di casa.

Ma il suo destino non era soltanto quello di diventare un passatempo. Con il tempo nacquero vere discipline sportive basate sul lancio del disco, fino ad arrivare all’ultimate frisbee, uno sport di squadra nel quale velocità, precisione e capacità di anticipare la traiettoria sono fondamentali. Oggi, quando vediamo un frisbee planare nell’aria durante una giornata al parco, vediamo un oggetto semplicissimo. Dietro quel volo, però, c’è una storia sorprendente: quella di un contenitore per torte trasformato, quasi per gioco, in uno degli oggetti più riconoscibili e divertenti del mondo.