WASHINGTON - Le relazioni tra Stati Uniti e Italia restano solide, ma la posizione assunta da Roma durante la crisi iraniana continua a suscitare irritazione alla Casa Bianca.

A ribadirlo è stato il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, che da Manama, in Bahrein, è tornato sulle critiche espresse dal presidente Donald Trump nei confronti di alcuni alleati europei, tra cui l’Italia. 

“Ho parlato con il presidente Trump, è molto deluso, perché sente che non solo l’Italia ma anche altri Paesi europei, in un momento in cui affrontavamo una minaccia, non solo contro di noi ma più in particolare contro l’Europa, non si sono fatti avanti”, ha dichiarato Rubio rispondendo alle domande dei giornalisti. 

Secondo il capo della diplomazia statunitense, la frustrazione del presidente nasce dalla convinzione che l’Iran rappresenti una minaccia diretta non soltanto per gli Stati Uniti, ma soprattutto per l’Europa.

“Abbiamo sempre detto che l’Iran costituisce una minaccia più per l’Europa che per gli Stati Uniti. L’Iran possiede già dei missili che possono raggiungere parte dell’Europa. Questa è parte della frustrazione del presidente”, ha spiegato. 

Rubio ha quindi sottolineato che, agli occhi di Trump, diversi partner europei non hanno fatto abbastanza durante la crisi. “Non ci sono stati per noi e purtroppo tra loro c’era l’Italia”, ha affermato, aggiungendo però che la questione verrà affrontata nei prossimi mesi. “Ci lavoreremo su. Ma il suo punto di vista su questo è stato chiaro, non dovrebbe sorprendere nessuno”. 

Il segretario di Stato ha ricordato che il tema era già emerso durante la sua visita a Roma dell’8 maggio, quando aveva sollecitato gli alleati europei, Italia compresa, a passare dalle parole ai fatti nei confronti di Teheran e a sostenere maggiormente gli sforzi statunitensi per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. 

Rubio ha inoltre lasciato intendere che il dibattito tornerà al centro dell’agenda internazionale nelle prossime settimane. “Lo ha detto ancora ieri e sono sicuro che queste posizioni emergeranno ancora durante il summit della Nato tra un paio di settimane”, ha dichiarato, riferendosi al vertice dell’Alleanza previsto ad Ankara il 7 e 8 luglio.  

Nonostante le tensioni politiche, il segretario di Stato ha voluto rassicurare sullo stato delle relazioni bilaterali, definendole solide e operative a tutti i livelli. “Le nostre relazioni con l’Italia proseguono senza intoppi a tutti i livelli”, ha precisato, assicurando che Washington continuerà a lavorare con Roma per superare le divergenze emerse sulla crisi iraniana. 

Rubio ha poi confermato di aver avuto un recente colloquio con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Ho parlato con” il ministro degli Esteri Tajani “venerdì o sabato, quando aveva deciso di non venire” negli Stati Uniti, ha raccontato, riferendosi alla missione italiana e al Business Forum che avrebbe dovuto svolgersi a Miami. 

“Con Tajani ho parlato, lo sapete con lui ho un buon rapporto”, ha aggiunto il segretario di Stato, spiegando che il titolare della Farnesina lo ha informato personalmente della decisione di annullare il viaggio: “Mi ha chiamato, mi ha detto che non sarebbe venuto a Miami”. 

Rubio ha definito “un peccato” la cancellazione dell’evento economico, osservando che, a suo avviso, la delegazione italiana avrebbe dovuto partecipare comunque, indipendentemente dalle polemiche politiche.  

Il segretario di Stato ha tuttavia escluso che l’episodio possa compromettere la cooperazione tra i due Paesi. “Abbiamo una serie di accordi sui minerali critici e altre cose”, ha spiegato, sottolineando che diversi dossier sono già pronti per essere finalizzati. “Abbiamo degli accordi pronti per essere firmati. Li firmeremo al più presto. Troveremo solo un posto dove firmarli”. 

La collaborazione tra Washington e Roma, ha concluso Rubio, “continua a tutti i livelli, a livello militare, a livello globale”, lasciando intendere che, pur in presenza di divergenze sulla gestione della crisi iraniana, il rapporto strategico tra i due alleati resta solido.