La stagione non sta andando come avrebbe voluto, ma Max Verstappen continua a credere nel progetto Red Bull. Il pilota olandese, legato alla scuderia fino al 2030, guarda già al futuro con l’obiettivo di tornare a lottare stabilmente per il titolo.

“Non siamo dove vorrei essere. Come squadra stiamo cercando semplicemente di imparare e capire molte cose in vista del prossimo anno”, ha spiegato Verstappen alla BBC Sport. “Nel complesso ci manca un po’ di prestazione. La macchina non mi dà le sensazioni che vorrei e l’equilibrio durante le curve è troppo altalenante tra ingresso, parte centrale e uscita”.

Nonostante le difficoltà, il quattro volte campione del mondo non ha dubbi sulla scelta di continuare la sua avventura con Red Bull. “Per me è come una seconda famiglia. Ho la convinzione che si possano ribaltare le cose e costruire un futuro, speriamo migliore, con altre persone e volti nuovi. Alla fine, per me non c’è solo la Formula 1. Ci sono molte cose che farò il prossimo anno e nelle quali sarà coinvolta anche Red Bull. Qui sto bene, è il posto giusto in cui stare”.

Verstappen non sente nemmeno la necessità di cercare nuove sfide per dimostrare il proprio valore. “Non ho il desiderio o il bisogno di provare, su un’altra macchina, di poter vincere. Non sono fatto così. Non puoi essere il capitano della nave e, non appena qualcosa non funziona, saltare giù. Non mi dispiace ricostruire, è un’altra sfida”.

Il 28enne ha confermato anche i contatti avuti con la McLaren, senza però mettere in discussione la decisione finale. “Sono state tutte conversazioni molto rispettose, ma ho sentito che restare fosse la scelta giusta per me. Devi seguire il tuo cuore”.

Resta invece qualche perplessità sulla Formula 1 attuale. Verstappen non ha mai nascosto di preferire monoposto capaci di lasciare maggiore spazio al pilota. “Quello che mi ha convinto a continuare? La speranza che in futuro possa essere meglio e, naturalmente, l’amore per questo sport. Ma queste macchine sono poco sensibili agli input del pilota. La Formula 1 dovrebbe tornare al V8, sarebbe molto meglio”.

Non sorprende quindi che, indicando una delle esperienze più belle vissute quest’anno, l’olandese guardi oltre la Formula 1. “Probabilmente la 24 Ore del Nürburgring. È stato fantastico poter disputare una gara endurance con i miei compagni di squadra. Un’esperienza incredibile, puro motorsport”.

Proprio l’endurance potrebbe rappresentare una parte importante del futuro di Verstappen. Il campione olandese vuole esplorare questo mondo senza però accelerare i tempi. “Non voglio affrettare le cose. Voglio farlo nell’ambiente giusto, alle mie condizioni e in modo competitivo”.

Tra le possibilità c’è anche quella di condividere un giorno l’avventura alla 24 Ore di Le Mans con Fernando Alonso. Un’ipotesi della quale i due hanno già discusso. “Ne abbiamo parlato. Guardate Fernando: ha 45 anni e vola ancora. Soprattutto per Le Mans, con la sua esperienza, potrebbe essere una buona opzione. Deve però essere compatibile con i nostri programmi, avere senso e esserci una possibilità concreta di andare lì e vincere”.

Per Verstappen, infatti, la competitività rimane una condizione imprescindibile. “Sono una macchina da vittorie quando ne ho bisogno. Ma posso anche staccare, spegnere tutto e godermi la vita fuori dalle corse. Quando si tratta di gareggiare, però, mi trasformo. Pretendo molto dalle persone della squadra e loro si aspettano che io dia il massimo e faccia il miglior lavoro possibile. Alla fine è per questo che vieni pagato”.