MELBOURNE – Il tasso di disoccupazione del Victoria ha raggiunto a giugno il 5,1 per cento, superando quello degli altri Stati e contribuendo a mantenere la media nazionale al 4,4 per cento.

I dati diffusi ieri dall’Australian Bureau of Statistics mostrano che oltre 200mila persone risultano senza lavoro nel Victoria, poco meno di un terzo dell’intera popolazione disoccupata australiana.

Nella maggior parte degli altri Stati, il tasso resta inferiore alla media nazionale. La distanza alimenta nuovi interrogativi sulla tenuta dell’economia del Victoria, già esposta a debolezza nei consumi, costi elevati e forte sensibilità alle decisioni della Reserve Bank of Australia (RBA).

Il direttore generale di EQ Economics, Warren Hogan, ha osservato che negli ultimi due anni la disoccupazione nello Stato è cresciuta di quasi due punti percentuali, passando da circa il 3,25 per cento a oltre il cinque per cento.

Nel resto del Paese, nello stesso periodo, il dato è salito da circa il 3,5 per cento a poco più del quattro per cento.

Secondo Hogan, la divergenza indica che il Victoria sta affrontando difficoltà più profonde rispetto ad altre giurisdizioni, mentre i numeri nazionali descrivono un mercato del lavoro ancora relativamente solido.

L’economista ha inoltre collegato l’aumento della partecipazione alla crisi del costo della vita. Un numero crescente di australiani tornerebbe a cercare un impiego o ore aggiuntive per sostenere spese quotidiane, mutui e bollette.

Il quadro occupazionale sarà esaminato dalla RBA in vista della riunione del prossimo mese. Dall’inizio del 2026, i tassi d’interesse sono già stati aumentati tre volte e la Banca centrale non ha escluso un ulteriore intervento qualora l’inflazione restasse troppo elevata.

Hogan ritiene che il Victoria sia particolarmente esposto a nuovi rincari del costo del denaro, anche per la presenza di alcuni dei mutui più elevati del Paese.

Ha inoltre indicato nell’espansione dell’apparato pubblico statale un elemento capace di incidere su diversi settori, dall’edilizia alla disponibilità di personale.

La RBA valuterà anche i prossimi dati sull’inflazione. L’inflazione di fondo (trimmed mean inflation), che esclude le variazioni più estreme dei prezzi, si trova al 3,6 per cento, ancora oltre l’intervallo obiettivo del due-tre per cento.

Per il Victoria, un nuovo aumento dei tassi potrebbe quindi colpire un’economia già più fragile, aggravando le difficoltà per famiglie, imprese e mercato immobiliare.